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GEA:
Il calcio é cosa nostra
Controlla oltre 100 giocatori e 25 allenatori. Da pm, Authority
e atleti accuse alla società della famiglia Moggi
Fischia sempre il "Paletta" : Luciano Moggi, 68 anni, all'inizio dei
Settanta vicecapostazione a Civitavecchia.
Per quei vecchio lavoro riceve due pensioni da 753,91 euro che oggi vanno a
integrare lo stipendio da direttore generale della juve: 2 milioni e 410 mila
euro.Fischia solo il Paletta perché il calcio mercato è roba sua.
Sua e dell'agenzia di procuratori Gea World, società
per azioni presieduta dal primogenito Alessandro.La Moggj's spa, da poco allargata
al procuratore Andrea, secondo figlio, comanda il calcio italiano.Come sta accertando
l'inchiesta della sesta sezione dell'Antitrust attraverso 35 audizioni, la Gea
World spa "opera nel calcio in posizione dominante".
"Se vuoi fare calcio mercato in Italia devi passare da loro", scuote
il capo il procuratore Vinicio Fioranelli, che da tempo ha scelto di lavorare
all'estero.
Solo alla Juventus la Gea controlla sei giocatori, mai rivelati."Gestiamo
Tacchinardi e basta", ripete Moggi junior.Il romeno Mutu, acquistato da
papa, è stato però affidato ail'ex difensore del Torino Brambati
e lui è il centralinista della Gea: risponde ai telefonini della famiglia.
Non abbiamo interessi alla Juve, ripete il piccolo Moggi.
Ma il procuratore del ghanese Stephen Appiah, Santiago Morrazzo, racconta l'ultimo
scippo: "Ho avuto il mandato di Appiah a lungo, ho fatto il miracolo di
portarlo alla Juve, ma poche settimane fa ho rescisso il contratto: se non l'avessi
fatto sarei stato schiacciato dai procuratori potenti e il mio assistito non
avrebbe ottenuto un aumento di stipendio".La Gea World sui trasferimenti
dei calciatori sotto procura incassa il 5 per cento sull'ingaggio lordo e il
10 sul netto.Più le mediazioni sui trasferimenti, e queste le pagano
le società.
A luglio 2001 per la cessione dalia Juventus al Real Madrid dì Zinedine
Zidane , e il francese era assistito da Alain Migliaccio mica dalla Gea, "junior"
chiese una parcella di 4 milioni di euro per i'interessamento: il presidente
del Real, Fiorentino Perez, rifiutò sdegnato.La Juventus è cosa
loro e le cifre sui giocatori posseduti le tengono nascoste.Una verifica con
le 42 società professionistiche fa emergere, però, come nella
stagione 2004-2005 la Gea World abbia avuto sotto contratto 125 giocatori dalla
serie A alla C2, ai campionati esteri.
Trentadue calciatori del portafoglio Gea, poi, sono del "giro juve".
Nell'ultima semestrale il club ha dichiarato 9,1 milioni versati per consulenze
ad agenti di cui una fetta, non specificata a bilancio, è andata a "junior".Nella
stagione precedente i bonifici farti firmare da Moggi padre per Moggi figlio
furono pari a 1.176.500 euro.
Nel biennio '99-2001, ancora, 1,3 milioni.La Gea ha anche giocatori in club
apparentemente avversari: Nesta al Milan, per esempio.Lo portarono via al procuratore
Canovi con una limousine noleggiata da Capitalìa. Sì, Capitalia.
L'azionista di maggioranza della Gea World è Chiara Geronzi, figlia del
presidente della banca d'affari: possiede il 32,4%.Francesca Tanzi ha ceduto
le sue quote a Rìccardo Calieri, già deputato di Forza Italia
e figlio dell'ex presidente del Torino.È sparito Cragnotti junior e dopo
scontri e rientri Giuseppe De Mita, figlio di Ciriaco, ha venduto le sue 195
mila azioni a Chiara Geronzi.
Plenipotenziario e presidente della Gea è rimasto Alessandro Moggi, secondo
azionista con il 27%, Calieri è vicepresidente con il 22,6, Franco Zavaglia
amministratore con il 18.Lavora con loro Davide Lippi, figlio del commissario
tecnico dell'Italia.Un'enclave Gea si scopre perfino nell'lnter di Massimo Moratti.
Uomo loro è Marco Materazzi ed è marchiato Gea l'allenatore Roberto
Mancini.
Nella Roma che ha fatto le barricate contro l'arrivo in società di "junior",
il suo braccio destro Zavaglia controlla nove ragazzini da prima squadra.I recenti
incontri nella sede di Capitalia tra Rosella Sensi, amministratore della Roma,
e la famiglia Moggi hanno incrinato l'antica rivalità Roma-Juve e aperto
la strada all'approdo di Cassano a Torino.
La "General Athletic" controlla 7 giocatori al Messina, società
in subappalto per conto dei Moggi, 7 alla Reggina e 10 al Crotone.
Alla fine dei conti in serie A solo il Chievo non ha dipendenti con procura
Gea, in serie B Verona, Albinoleffe, Catania e Treviso.
Cinque società su 42.E inquieta che la Gea abbia sotto contratto 25 allenatori,
il 60 per cento delie panchine professionistiche.
II nome Gea torna spesso nelle intercettazioni in mano ai pm Alberto
Lari e Giovanni Arena, titolari a Genova dell'inchiesta scaturita dall'ultimo
Genoa-Venezia.
Il "telefonista" Brambati è stato ascoltato dai carabinieri
mentre chiedeva i cellulari di calciatori coinvolti nella presunta combine .
Indagati il "moggiano" Capozucca e soprattutto Pino Pagliara, direttore
generale del Venezia appena fallito, uomo di Moggi per le relazioni e le transazioni
in Inghilterra.
L'hanno fermato fuori dalla fabbrica dei presidente del Genoa, Preziosi, con
250 mila euro: servivano, è l'accusa, come ringraziamento per aver lasciato
vincere e salire in A il Genoa.
Inchieste sul mondo della Gea Worid le hanno aperte il pm Guariniello e la procura
dì Napoli.
Ermanno Pieroni, ex presidente dell'Ancona travolto dal fallimento, ha disegnato
a diversi pm una mappa del potere dei Moggi, che si degna del rapporto diretto
con il presidente federale Franco Carraro; il capo dell'Ufficio indagini, il
generale della finanza Italo Pappa; il designatore arbitrale torinese Pierluìgi
Pairetto.
E contro il potentato del calcio iniziano a parlare procuratori, allenatori
e, questo è inedito, i calciatori.
Il tecnico Gigi Simoni, licenziato dal Siena per far posto a Luigi De Canio,
allenatore con il marchio, ha detto: "In una settimana hanno rafforzato
la squadra con cinque acquisti a me sempre negati. Quando ero all'Ancona, nel
2003, mi chiamarono tre volte: l'avvocato Franzini di Cremona mi disse che dovevo
andare con loro, avrei potuto allenare grandi club".
Salvatore Fresi ha 32 anni e, da libero, nel 1996 ha vinto l'Europeo Under 21.
In questi giorni deve andare al collegio arbitrale della commissione agenti
calciatori: la società di Moggi junior gli chiede 272 mila euro perché
per tre stagioni non avrebbe corrisposto il dieci per cento sull'ingaggio.
La moglie, l'avvocato Francesca Penilo, replica: "Pretendono da mio marito
percentuali sulle stagioni giocate al Napoli, al Bologna e al Perugia quando
in alcuni casi quei pagamenti li hanno già effettuati i club.
Anche Nicola Amoruso, 31 anni, centravanti della juve per cinque stagioni, è
in causa.
La Gea in queste settimane ha fatto sequestrare l'incasso di Torino-Albinoleffe:
vuole mezzo milione per aver portato al club nel 2001 Ferrante e Galante.
Lo scorso autunno, però, la commissione agenti ha infiitto ad Alessandro
Moggi una deplorazione e una multa, la prima, di 15 mila euro: aveva avvicinato
il perugino Giovanni Tedesco nonostante fosse sotto contratto con altri procuratori.
Il più esplicito di tutti è Corrado Grabbi, 29 anni, a
metà dei Novanta fenomeno delle nazionali giovanili: "Moggi mi ha
distrutto", dice oggi, rimasto senza squadra, "perché non ho
mai voluto lasciare l'agente che mi prese sotto tutela a 18 anni.
Ho detto più volte "no" ad Alessandro Moggi e soprattutto al
padre, presente, pressante.
Ricordo il primo ritiro con la juve di Lippi, nel '94.
Mi avvicinarono entrambi per dirmi: "Devi passare con noi, ti facciamo
avere il contratto con la prima squadra".
Altrimenti?
"Te ne vai".
Luciano mi convocava in ufficio sincerandosi sempre che fossi solo.
Impazziva per i miei "no" alle sue intimidazioni:
"Ci devi andare perché te lo dico io".
Non era abituato ai rifiuti.
Nel 1996 Luciano Moggi mi trattenne alla Juve fino alla chiusura del calcio
mercato, per il gusto di lasciarmi senza squadra.
Tentò di mandarmi al Prato, dove c'era il presidente Toccafondi, amico
suo.
Mi presentai a Milano mezz'ora prima della chiusura delle trattative e Toccafondi
mi fece una proposta troppo bassa: non accettai.
Moggi mi cacciò urlando: "Grabbi, giocherai solo nel giardino di
casa tua" ".
Profezia avverata.
Luciano Gaucci imputa anche a Moggi jr il fallimento del Napoli dell'albergatore
Naldi, all'inizio dell'estate scorsa.
"Avevano tre giocatori sotto contratto, Olive, Sesa e Stellone più
l'allenatore Agostinelli, i loro ingaggi pesavano due milioni l'uno.
Fu Alessandro Moggi a dire ai suoi di non firmare le liberatorie di pagamento
degli stipendi: non voleva che il club si iscrivesse al campionato di B".
L'ex allenatore della nazionale Giovanni Trapattoni, che in Portogallo ha appena
vinto uno scudetto con il Benfica, conosce queste storie e così ha deciso
di andare ad allenare lo Stoccarda: "Non sono un uomo Gea e in Italia non
mi darebbero mai una squadra", ha confidato.
Fischia sempre Paletta.
di Corrado
Zimino (Fonte l'Espresso)
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