IL
CONTROCAMPIONATO "Le tumultuose cronache
sportive riferiscono di errori a ripetiziorie degli arbitri. Mai campionato
di calcio è stato cosi avvelenato, così ricco di episodi controversi,
come quello passato, e questo lo denunciano tutti. Il 7 dicembre è la volta di juve-Lazio. Un difensore laziale butta giù Del Piero, la palla resta in possesso dei giocatori juventini, l'arbitro concede la norma del vantaggio a Inzaghi che solo, davanti al portiere Marchegiani, colpisce il palo. A questo punto l'arbitro ci ripensa e concede il rigore alla juve, che naturalmente vincerà 2 a 1. La stessa domenica, a Genova, c è Sampdoria-Inter. Là l'arbitro assegna alla Samp un rigore che a parere unanime non esisterebbe e ne nega uno netto su Ronaldo. Pareggio 1 a 1. Secondo i conteggi del sospetto, la juve incassa due punti in più e l'inter ne perde altrettanti. Un mese e mezzo dopo, eccoci
di nuovo al Delle Alpi, che per la juve dev'essere come la basilica di
Lourdes. C'è Juve-Atalanta. L'arbitro punisce una leggera spinta di un
atalantino su Inzaghi in area: gli juventini falliscono il rigore. Poi
convalida un gol di Conte con Inzaghi in fuorigioco davanti al portiere.
La posizione di Inzaghi viene giudicata passiva. A un esame più attento
con la moviola il centravanti bianconero sembrerebbe trovarsi nel cono
di proiezione da palla a porta. Cioè in posizione attiva, e irregolare.
Ormai la psicosi del favoritismo dilaga, e ogni partita della juventus
e delle sue rivali dirette viene studiata al microscopio. Il risentimento
interista cresce, perché mentre a Torino il presunto fuorigioco non è
stato segnalato, a Empoli viene annullato un gol di Ronaldo per un fuorigioco
identico a quello di Inzaghi. Se è per questo, non viene fischiato nemmeno a Firenze, dove l'11 febbraio il viola Firicano molla una gomitata in faccia a Simeone, invece di colpire il pallone. Da che calcio è calcio sui rigori non assegnati si litiga e si discute all'infinito. Le insistenti segnalazioni che riguardano però sempre la juve scatenano proteste a valanga. Perché l'arbitro permette il gioco a volte durissimo dei difensori juventini in area e punisce quello dei loro avversari? Montero, in particolare, è nel mirino dei critici: quando giocava nell'Atalanta era spesso finito sul taccuino del direttore di gara. Nella Juventus gode di una sorta di franchigia, come se l'area della juve fosse una zona franca. In juve-Napoli del 15 marzo l'ormai abituale gol fantasma: il napoletano Bellucci colpisce la palla di testa, traversa interna e rimbalzo, è la disperata rivendicazione partenopea, oltre la linea bianca. Non per l'arbitro. Tantomeno per il guardalinee. Il rosario delle lamentazioni continua con juve-Milan, la materia è la stessa, fuorigioco attivo e passivo. La sindrome del favoritismo diventa malattia nazionale. Ogni azione arbitrale viene messa in discussione, sviscerata, analizzata, stigmatizzata. Nel calcio il confine tra
il bene il male è impercettibile, sottile come un filo di seta. Simile
alla moralità corrente. Che ha coniato, per pudore o per ipocrisia, una
elegante metafora: "sudditanza psicologica", già in voga nel
'61 e ritornata di moda in questo mefitico '98. La sudditanza che gli
arbitri subirebbero nei confronti di un gruppo di potere forte come quello
espresso dalla juventus. Che si tramanda di campionato in campionato,
di partita in partita. Che sarebbe ampiamente dimostrabile "a posteriori".
Con fatti precisi, secondo i tifosi. Le insinuazioni stilla trasparenza
del campionato si ricollegano alla scansione delle partite che coinvolgono
le candidate al successo finale. Dopo juve-Milan, tocca a Lazio-Juve finire
sotto processo. Boksic è trattenuto vistosamente in area ma I'arbitro
lascia correre, applicando la norma del vantaggio. Che è una regola soggettiva,
a quanto pare. Si riproducono le condizioni di altre partite juventine:
Boksic ha fatto in tempo a lasciare il pallone al compagno Nedved che
tira e sbaglia; ma a differenza della partita di Torino, il direttore
di gara non ci ripensa (nel concedere il rigore alla Lazio). Capita poi
che al novantesimo Iuliano colpisca la palla con la mano in piena area
di rigore, ostacolando Casiraghi. Valutazione dell'arbitro: fallo involontario.
La moviola sconfessa l'arbitro. Ma è la consolazione dei fessi. |