16/06/2008 - Un'estate di GUAI per la Vecchia Signora
Di marco Liguori:
La Juventus è stata trascinata in giudizio dalla Ena4all.
La società di intermediazione marketing ha presentato lo scorso 29 maggio presso il Tribunale di Torino una querela per l’ipotesi di truffa contro l’amministratore delegato Jean Claude Blanc, il responsabile commerciale Marco Fassone, e la responsabile del costumer service, Barbara Borio.
A ciò si aggiunge una causa civile di risarcimento danni, intentata sempre presso il tribunale del capoluogo piemontese, che secondo le indiscrezioni ammonterebbe a circa 500mila euro. «Noi aspiriamo a una cifra anche superiore» ha commentato a Liberomercato il presidente e azionista al 50% di Ena4all, Dimitris Schetakis. In merito a ciò la Juventus, contattata da Liberomercato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
L’azienda milanese ha adito le vie giudiziarie poiché a suo dire la società bianconera l’avrebbe estromessa da un contratto a tre che comprendeva anche la Trentino spa (società di marketing territoriale del Trentino).
«Avevamo un contratto di cinque anni con la Juventus per la gestione – prosegue Schetakis – del ritiro estivo a Pinzolo, acquistandone i diritti. In seguito abbiamo stipulato un accordo con Trentino spa e la località di Pinzolo. Il nostro lavoro consisteva nel favorire il ritiro della Juventus e di coprire con nostri investimenti, per quegli aspetti dell’operazione che Pinzolo e la Trentino spa non riuscivano a coprire».
Tutto sembrava filare liscio, sino alla scadenza contrattuale del 2011, ma non è stato così. «La Juventus ha deciso di agire diversamente – afferma il presidente di Ena4all – e non ha voluto tener presente il contratto firmato con noi e ha stipulato direttamente un’intesa con Trentino spa. Visti i consistenti investimenti sopportati dalla nostra società, abbiamo deciso di tutelarci nelle sedi civile e penale». La società milanese sarà quindi esclusa dai ritiri delle prossime tre stagioni. «Abbiamo creduto nella Juventus anche quando due anni fa – dice Schetakis – fu retrocessa in serie B per illecito sportivo: potevamo risolvere il contratto, ma non lo abbiamo fatto».
Riguardo alla questione dello stadio Delle Alpi, pende ancora il giudizio davanti al Tar Piemonte intentato nel maggio 2006 dal Comune di Venaria Reale, a causa soprattutto del centro commerciale posto nell’impianto della Juve che sorgerebbe a circa 90 metri da quello posto nel comune della cintura torinese. Durante un convegno del 3 aprile scorso il presidente bianconero, Giovanni Cobolli Gigli, e il sindaco del comune Nicola Pollari usarono toni distensivi parlando di collaborazione reciproca. Un clima differente rispetto a quello della riunione del consiglio comunale di Venaria Reale del 19 marzo scorso. Stando al verbale di assemblea, il primo cittadino affermò che «la battaglia non è chiusa, quindi per noi l’aspetto del contenzioso giudiziario contro quella autorizzazione è ancora aperta». Pollari proseguì dicendo «che l’autorizzazione commerciale prevede che quando lo stadio funziona il centro commerciale sia chiuso e sarà mia cura avvisare l’interlocutore economico, l’operatore economico di Juventus per avvisarlo che per quanto ci riguarda noi i vigili e i carabinieri li manderemo tutte le volte che questa autorizzazione…».
06/06/2008 - SIGNORI : E'TORNATA LA GEA!
Il romeno, assistito da Moggi jr, apre il caso sui media, chiedendo 2,5 milioni in più del tetto ingaggi della Fiorentina. Il d.s. Corvino: "Mi sorprende che certe pretese siano state prima rese pubbliche e poi riferite a me. Dal ragazzo mi aspettavo più riconoscenza"
Così la racconta anche il d.s. della Fiorentina, Pantaleo Corvino, nel giorno della presentazione di Felipe Melo (terzo nuovo acquisto gigliato): "Ho ascoltato e letto le dichiarazioni del procuratore di Mutu, sono rimasto sorpreso dal fatto che certe pretese fossero prima espresse pubblicamente. Confesso anche che ieri Alessandro Moggi mi ha chiamato: mi ha riportato quella che è la richiesta del giocatore. Mi ha detto chiaramente la cifra che Adrian vorrebbe guadagnare per restare alla Fiorentina. Riporterò questa pretesa alla proprietà e insieme decideremo il da farsi".
02/06/2008 - LE ULTIME PAROLE FAMOSE
31 maggio 2008 - Dall'Australia rimbalzano voci e commenti sul mercato. Su tutte
quelle di Marco Marchionni e Raffaele Palladino, cercati da vari club di serie
A, fra cui, rispettivamente, Fiorentina e Sampdoria. Ma entrambi preferirebbero
continuare l'esperienza alla Juve: "Mi piacerebbe onorare il contratto", spiega l'attaccante; "Non lascerò la Juve da sconfitto, non prima di aver dimostrato di essere il giocatore di Parma, degno della Nazionale".
27/05/2008 - LANZAFAME IDOLO
MILANO - Le punte agitano il mercato. Lanzafame, talentino in prestito al Bari, tiene in scacco Amauri: l’Under 21 vuole il West Ham, non accetta Palermo e blocca il trasferimento del brasiliano alla Juve. Il d.s. Secco ha provato a forzare la mano offrendo 3 milioni a Zamparini che però non ci sta. La trattativa più tormentata dell’estate però andrà a buon fine.
22/05/2008 - E VAI DI STILE GEA!
MILANO - C'è una «strana telefonata» sulla strada di Amauri dal Palermo alla Juventus. L'affare è quasi concluso, ma il presidente della società palermitana, Zamparini, ha raccontato di una «strana chiamata da parte degli agenti del giocatore che mi hanno chiesto 2 milioni per loro per far firmare il contratto ad Amauri. Questo non lo sopporto e sono molto amareggiato». Gli interessati non smentiscono, ma danno una diversa versione: «Zamparini deve mantenere i suoi impegni. Lui questi soldi li aveva promessi al giocatore. Non capisco il motivo per cui, nel giorno in cui tutto è stato definito, lui si sta tirando indietro». «L'uomo Zamparini lo conosciamo - ha aggiunto Mariano Grimaldi -. Appena sente l'accordo vicino, si tira indietro, sembra che non voglia cedere Amauri». Il trasferimento non dovrebbe comunque saltare, visto che sono stati limati anche gli ultimi dettagli economici e contrattuali.
19/05/2008 - I GOBBI NON ROSICANO...NOOooOooO!
16/05/2008 - SONO CONVINTISSIMO! forse
07/05/2008 - LE BUggggIE NO DAI...
ROMA - L’ex amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo, e il commissario tecnico dell’Inghilterra, Fabio Capello, sono stati iscritti sul registro degli indagati della Procura di Roma per il reato di falsa testimonianza. L’accusa è dovuta a quanto dichiarato nell’ambito del processo Gea, che vede imputati, tra gli altri, Luciano e Alessandro Moggi.
DICHIARAZIONI - Il pubblico ministero Luca Palamara il 31 marzo scorso ha sollecitato l'invio al suo ufficio di copia del verbale di udienza perché le dichiarazioni di Giraudo contrastavano con quelle di Trezeguet. Quanto a Capello i frequenti «non ricordo» che avevano caratterizzato al sua deposizione avevano indotto il pm a ritenerlo quanto meno reticente. Ora dopo avere esaminato le trascrizioni degli interrogatori avvenuti in aula e le carte processuali, Palamara ha deciso di iscrivere ambedue nel registro degli indagati.
05/05/2008 - MA IL SECONDO POSTO?

28/04/2008 - CHIELLINI PINOCCHIO?
ROMA, 28 aprile - È ripreso stamani, davanti alla decima sezione penale del tribunale di Roma, il processo Gea, che vede imputati Luciano e Alessandro Moggi, Davide Lippi, Franco Zavaglia, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo per associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza. I due Moggi, Zavaglia e anche Davide Lippi erano presenti in aula. E hanno ascoltato tra le prime cose le parole di Giorgio Chiellini. Ma anche quattro telefonate intercorse tra Stefano Antonelli, ex procuratore di Manuele Blasi, lo stesso Blasi e suo padre.
DIFESA CHIELLINI - Chiellini ha fatto segnare, se vogliamo, un punto a favore della difesa visto che ha dichiarato di non avere mai ricevuto pressioni per passare alla Gea e di non avere mai parlato con Davide Lippi di eventuali vantaggi per la Nazionale. La Procura ha incassato e chiesto un confronto tra il calciatore e Franco Baldini, che invece aveva detto nelle scorse udienze cose diverse in merito al passaggio alla Juve di Chiellini, allora in comproprietà tra Livorno e Roma.
ATTACO BLASI - Un punto certamente a favore dell'accusa sono state invece le telefonate fatte tra Antonelli, Blasi e il papà del calciatore. In una, quest'ultimo dice ad Antonelli a proposito della Gea: "Noi siamo ricattati, la posta in palio è alta e quindi dobbiamo fare un passo indietro. Ogni tanto bisogna abbassare la testa". In un'altra, invece, è lo stesso Blasi a spiegare così ad Antonelli la necessità di lasciarlo come agente per passare alla Gea: "Se sto con te non mi fanno firmare il contratto, con te si sono impuntati. Non mi fanno prendere i soldi. Io lo so che sono uomini di merda, ma ho degli interessi...".
15/04/2008 - POVERO IDOLO...
Il nostro idolo Alessandrelli finisce sui giornali....ancora..povero!
AREZZO - La discoteca era divenuta un luogo dove spacciare cocaina: per questo motivo il locale, denominato 'Grace', è stato chiuso e 13 persone sono state arrestate. Questo è il bilancio della operazione condotta dalla guardia di finanza di Arezzo, definita 'Principessa' dal nome della discoteca che ricorda la ex principessa del principato di Monaco. Uno dei proprietari della discoteca è l' ex calciatore Giancarlo Alessandrelli, che fu vice di Dino Zoff alla Juventus a metà degli anni '70. Al momento l'imprenditore risulta estraneo alla vicenda. Durante l'indagine sono state compiute 39 perquisizioni domiciliari, condotte anche con unità cinofile, e sono stati sequestrati 400 grammi di cocaina, 5000 euro, 16 cellulari e una bilancina di precisione. Gli arrestati sono tutti aretini di età compresa tra i 30 e i 44 anni.
FAMIGLIE BENE - La discoteca è stata chiusa la notte scorsa dopo una irruzione dei finanzieri. Gli spacciatori arrestati sono persone che non hanno mai manifestato situazioni di disagio sociale o economico e molti appartengono a famiglie bene. Secondo quanto appurato dalla guardia di finanza, che con l' uso di telecamere ha filmato quanto avveniva in uno degli uffici del locale, la droga veniva venduta a giovani tra i 18 e i 30 anni. A illustrare l' operazione sono stati il generale Umberto di Nuzzo e il capitano Umberto Piro. «Le indagini sono iniziate - ha detto il generale - dalle ricorrenti voci sull'uso di stupefacenti che veniva fatto all'interno della discoteca, frequentata in maggioranza da figli dell'Arezzo bene e sono culminate la notte scorsa con l'irruzione». Ora le indagini proseguono per accertare se altre persone possano essere coinvolte nello spaccio e soprattutto per risalire ai canali di approvvigionamento della droga. Nel corso della conferenza stampa, è stato ricordato che Arezzo, in relazione al numero di abitanti, è al secondo posto in Italia (dopo Perugia) per decessi provocati da abuso di stupefacenti. Secondo i dati del rapporto annuale della Direzione Centrale Servizi Antidroga, nel 2007 le vittime sono state 11 con un aumento dell'83% rispetto all'anno precedente.
06/04/2008 - IL CASO VIALLI...se questo e' calcio...
ROMA - Doverosa premessa: ogni cittadino è innocente, fino all'eventuale condanna in Cassazione, ovvero nell'ultimo grado di giudizio. Seconda premessa: le considerazioni che seguono non intendono scalfire minimamente la conclamata bravura, in campo, in panchina e in tv dell'ex-giocatore, poi tecnico ed infine opinionista Gianluca Vialli.
Ma alcune precisazioni vanno necessariamente fatte.
Chiamato - insieme a Nicola Caricola - indirettamente in causa (ma MAI iscritto nel registro degli indagati, sia detto per inciso) nel corso di un'inchiesta a carico di Michele Padovano, il 4 ottobre del 2006 venne ascoltato in qualità di testimone, nulla di più.
Semmai, la cosa che più incuriosisce è il cognome del PM, tale Antonio Rinaudo: l'omonimia con il difensore del Palermo appare beffarda, soprattutto se riferita ad un attaccante come Padovano (o come Vialli, mentre Caricola era un difensore).
Ma allora?, direte voi: dov'è il problema?
Sul piano giuridico sembra non sussistere, certo. Ma il calcio, come sempre sviscerato in tutti i suoi aspetti, nemmeno stavolta può sfuggire ad un'analisi sociologica, sia pure frettolosa e superficiale.
Da sempre ci si batte affinché lo sport torni ad essere un'isola felice, un contesto lontano dalle storture della società cosiddetta "civile". Poi, regolarmente, ci si ritrova invischiati in quelle "farmacie e uffici finanziari" di cui parlava Zdenek Zeman una decina d'anni fa.
Ne sono scaturiti polveroni, in alcuni casi sepolti soltanto grazie ad alcune 'prescrizioni' dei reati, maldestre quanto poco convincenti toppe ricucite su un tessuto logoro.
Ripetiamo ancora: non sappiamo, non possiamo né vogliamo entrare negli aspetti giuridici, ma sull'aspetto morale - che per noi vale anche di più - pretendiamo diritto di commento.
Appurato - sembra - che di cocaina non si tratta (quest'accusa è ancora in piedi solo per gli imputati come Padovano), Vialli ha però ammesso di aver fatto uso di hashish, e in più di un'occasione ("La mia prima esperienza di spinelli risale a quando avevo 17 anni e abitavo a Cremona. La seconda a 32 anni, quando giocavo nel Chelsea").
Bè, chiamateci come volete, ma ci fa male pensare ad un giovane talento - che all'epoca sfoggiava una folta criniera riccioluta e veniva soprannominato "Topolino" - intento a consumare droga prima o dopo gli impegni con la squadra Primavera. Ma se ad un giovane si può consentire (una tantum) il diritto ad un piccolo errore, diventa più difficile giustificarlo nei confronti di un uomo, campione affermato e celebrato, come Gianluca all'epoca dello Stamford Bridge.
Ci preme ricordare, a beneficio dei garantisti tout court, che l'uso di hashish è vietato dalle leggi vigenti, ma è soprattutto causa di pesanti squalifiche in ambito sportivo.
Ci si prodiga tanto affinché i comportamenti in campo non istighino i fans delle tribune, a maggior ragione si dovrebbero richiamare gli atleti al rispetto del loro ruolo di esempio per i più giovani.
Un'ammissione di colpa, seppur tardiva, ripara almeno parzialmente all'errore. Ma la notizia relegata in un cantuccio, in fondo alla pagina 55 di uno dei più diffusi quotidiani italiani, è una nuova sconfitta. Molto più grave di un rigore sbagliato o di un fallo da espulsione.
Caro Zdenek, quanto ci manchi...
Andrea Michelini
06/04/2008 - E QUANDO MANCANO DUE MINUTI...

03/04/2008 - MICCOLI CI SPIEGA LA VERITA'
gazzetta dello sport - ROMA, 3 aprile 2008
Micidiale stoccata di Fabrizio Miccoli a Luciano Moggi al processo Gea in corso a Roma. L'attuale attaccante del Palermo ha rivelato alcuni retroscena della sua breve parentesi alla Juve. Dichiarazioni pesanti, perché Miccoli ha raccontato di aver ricevuto pressioni per lasciare il suo procuratore e passare sotto la gestione del figlio Alessandro Moggi. Al rifiuto seguì l'emarginazione. "Io ho sempre avuto come procuratore Francesco Caliandro - ha ricordato l'attaccante -. Nel 2004, quando ero in prestito al Perugia, ma già di proprietà della Juve, mi telefonò Antonio Conte, all'epoca giocatore bianconero che non avevo mai conosciuto prima se non per il fatto che è della mia stessa città, Lecce. Conte mi disse di passare la procura ad Alessandro Moggi visto che l'anno dopo sarei tornato alla Juve e che Alessandro Moggi avrebbe potuto aiutarmi a restare. Io rifiutai e rimasi col mio procuratore".
GLI ORECCHINI - Una decisione che, a detta del leccese, creò subito problemi con il d.g. Moggi. "Con lui ho avuto parecchi problemi sin dall'inizio - ha rivelato -. Per esempio mi fece togliere gli orecchini, che da regolamento interno non potevano essere portati, ma che furono fatti togliere solo a me e non ad altri compagni. Mi emarginava e non mi faceva parlare, mentre con i compagni ho sempre avuto un ottimo rapporto". Non è tutto: "Ho saputo poi dai giornali che altri giocatori come Amoruso e Grabbi avevano avuto gli stessi problemi con Luciano Moggi - ha aggiunto Miccoli -. Quando ero alla Fiorentina in comproprietà con la Juve, rilasciai un'intervista in cui dissi che volevo rimanere a Firenze e non tornare a Torino proprio perché c'era Moggi. Per me sarebbe stata un tragedia. Alla fine però la Juve mi riscattò, andai in ritiro con la squadra e nessuno all'inizio mi fece pesare quella intervista. Ma quando in ritiro andammo a festeggiare dal sindaco la conquista dello scudetto io fui fatto restare nel pullman".
MINACCE - E a una domanda dell'avvocato Giulia Bongiorno, legale di Alessandro Moggi, l'attaccante rosanero ha citato altri sconcertanti episodi: "Una volta ero in ritiro con la Juve e venni chiamato col mio procuratore da Moggi che mi disse che aveva trovato l'accordo col Portsmouth. Io rifiutai, non volevo andare in Inghilterra perché avevo una bambina piccola e mia moglie non voleva andare all'estero. Allora Moggi mi disse che mi avrebbe fatto smettere di giocare, aggiunse che in Italia non mi voleva nessuno perché avevo un carattere difficile e che la Juve non poteva permettersi di perdere 2 milioni di euro all'anno".
OSTILITA' - La Bongiorno ha approfondito, chiedendo poi da cosa sarebbe nata questa ostilità. Miccoli ha spiegato: "L'atteggiamento ostile era solo di Luciano Moggi e penso sia stato la conseguenza del mio rifiuto di dare la procura al figlio Alessandro, visto che ero al primo anno nella Juve e non c'era altro motivo".
30/03/2008 - MOGGI? COME LA P2!
gazzettea dello sport - NAPOLI, 29 marzo 2008
La cosiddetta "cupola", l'organizzazione capeggiata dall'ex dg della Juve Luciano Moggi che avrebbe condizionato i campionati di calcio, è per molti aspetti simile alla P2 e alla mafia. Questa l'opinione del pm di Napoli Giuseppe Narducci, che con il pm Filippo Beatrice, ha svolto oggi la sua relazione all'udienza preliminare, davanti al gup Eduardo De Gregorio che dovrà pronunciarsi sulle richieste di rinvio a giudizio nei confronti degli imputati per Calciocaos.
SEGRETEZZA - Per il pm infatti la norma dell'articolo 416 del codice penale (il reato di associazione per delinquere contestato a Moggi e agli altri presunti appartenenti alla "cupola") "sta un po' stretta" in questa vicenda. "C'è qualcosa - ha spiegato Narducci - che ricorda più un'associazione segreta, una organizzazione che fa del vincolo della segretezza il suo dato essenziale" le cui finalità "non si esauriscono nella commissione di uno specifico reato". Secondo il magistrato essa "ricorda quanto previsto dall'articolo 1 della Legge Anselmi, una legge pensata in funzione della P2", che esercita "un condizionamento delle istituzioni pubbliche". L'organizzazione inoltre "può ricordare i profili di una associazione di tipo mafioso: è stata infatti una organizzazione strutturata in cui il vincolo associativo non solo era intervenuto e si era determinato nell'accordo, ma veniva ulteriormente rinsaldato".
INCONTRASTATI - Il pm Narducci non condivide la tesi di "più reticoli" ma parla dell'esistenza di "una sola, potente organizzazione criminale" contro la quale "nessuno ha potuto competere". E per sottolineare il potere di Moggi ha ricordato quando il ministro dell'interno in carica si rivolse al dg della Juve, in occasione della morte di Giovanni Paolo II, per valutare l'opportunità della sospensione del campionato. Il pm Beatrice si è soffermato in particolare sui singoli capi di imputazione. Nel suo intervento il pm ha parlato di "commissione anticipata" del reato di frode sportiva: perché tale reato si concretizzi - ha, in sintesi, osservato Beatrice - non serve dimostrare che l'illecito sia portato a conclusione, ma è sufficiente stabilire l'esistenza di contatti o accordi tra le due parti coinvolte. Ciò in quanto il bene tutelato da tale reato è quello della "lealtà sportiva".
23/03/2008 - SONO TORNATI!!!
19/03/2008 - REAL DIEGO SALUTA SECCO
02/03/2008 - E ORA CHE LETTERA SCRIVERANNO?
JUVENTUS-FIORENTINA 2-3 (primo tempo 1-1)
MARCATORI: Gobbi (F) al 18', Sissoko (J) al 29' p.t.; Camoranesi (J) al 12', Papa Waigo (F) al 31', Osvaldo (F) al 48' s.t.
JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Zebina, Legrottaglie, Grygera, Molinaro; Camoranesi (21's.t. Nocerino), Sissoko, Zanetti, Palladino; Del Piero (26' s.t. Iaquinta), Trezeguet. (Belardi, Birindelli, Stendardo, Salihamidzic, Tiago). All. Ranieri.
FIORENTINA (4-3-3): Frey; Ujfalusi (16' s.t. Osvaldo), Kroldrup, Gamberini, Gobbi; Kuzmanovic, Donadel, Montolivo; Santana (21' s.t. Papa Waigo), Pazzini, Jorgensen. (Avramov, Dainelli, Pasqual, Da Costa, Cacia). All. Prandelli.
29/02/2008 - ENNESIMO FURTO ALLA GIUVE...
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IN SEGUITO A QUANTO E' SUCCESSO E CHE TUTTI HANNO VISTO, IL GRUPPO DRUGHI MARCHE VUOLE DIRE LA SUA, SPECIALMODO A CHI NON SA I FATTI REALMENTE ACCADUTI E A CHI RIDE MESCHINAMENTE SOTTO I BAFFI, QUANDO INVECE TUTTI DOVREBBERO ESSERE SCHIFATI DA QUANTO SUCCESSO, POICHE' I COLORI CI DIVIDONO, MA ESSERE ULTRAS, REALMENTE PARLANDO, CI ACCOMUNA, NELLA VITA E NELL'ANIMO.COME ORAMAI FUNZIONA DA PARECCHIO TEMPO NELLA CURVA SCIREA, COME NEGLI STADI DI TUTTA ITALIA, GLI STRISCIONI DEVONO ENTRARE MOLTE ORE PRIMA DELL'INIZIO DELLA PARTITA. E COSI' E' STATO FATTO ANCHE IERI.ENTRANO GLI STRISCIONI NELL'ANTI STADIO, CON GLI ADDETTI INTERNI PRESENTI (I COSIDDETTI STEWART), I FUNZIONARI DEL "DISORDINE" E DELLE PERSONE ESTERNE INCARICATE NEL PORTARE DENTRO IL MATERIALE DELLA COREOGRAFIA.NESSUN ALTRO PUO' ENTRARE.IL FATTO INFAME, VIGLIACCO E IGNOBILE AVVIENE PROPRIO IN QUESTO MOMENTO...UNO DI QUESTI ADDETTI ESTERNI, PAGATO DALLA SOCIETA', IN UN MOMENTO DI TRANQUILLITA', CARICA IL NOSTRO STRISCIONE, CHE ERA POSTO PIEGATO DEFILATO A DESTRA NELL'AREA ANTI-STADIO, SUL FURGONCINO CON IL QUALE TRASPORTAVA IL MATERIALE DELLA COREOGRAFIA, E TRANQUILLA MNTE SE NE VA, PER POI CONSEGNARE IL BOTTINO "FATICOSAMENTE CONQUISTATO" A QUALCHE GRANDE ULTRAS GRANATA,PROBABILMENTE FIERO DELLA COSA.
Drughi Marche
ci e' arrivato questo comunicato stampa dei tifosi della Giuve...perche' non pubblicarlo?....aspettando l'opinione dei granata...
25/02/2008 - PERCHE' NON DANNO I RIGORI ALLA GIUVE?
Il contrappasso è molto citato nella Divina Commedia di Dante. Tutte le figure presenti nell'Inferno e nel Purgatorio sono colpite da tale legge con punizioni adeguate alla loro condotta in vita.
Le anime degli ignavi che in terra predilessero una vita fatta di inerzie e di non partecipazione sono condannate ad una corsa frenetica ed insensata al seguito di un'insegna. Le anime di coloro i quali si lasciarono travolgere dalle passioni d'amore come da un vento furioso e ad esso consentirono, sono trascinate invece da un turbine irresistibile.
Può essere per analogia o per antitesi:
Se per analogia la pena è uguale al peccato, per esempio ipotetico gli alcolizzati sarebbero condannati a bere per l'eternità fino a scoppiare.
Se per antitesi, la pena è diversa dal peccato, per esempio gli alcolizzati non potrebbero assaggiare neanche un po' il vino però magari ne sentirebbero l'odore per l'eternità.
Artefatti suggerisce:
"Dalla prima lettera di Cobolli&Blanc ai Farisei..."
23/02/2008 - E' TORNATO IL CAPO (di tutti)
NAPOLI -da corriere.it - Vorrebbe tornare "quanto prima" a far parte del mondo del calcio, ma per il momento si limita a parlarne da spettatore esterno. Nelle vesti di opinionista radiofonico per "Radio Kiss Kiss", Luciano Moggi - l'ex dg della Juventus coinvolto nello scandalo "Calciopoli" - ha commentato la giornata di Champions League appena conclusa, senza risparmiare critiche nei confronti di Roberto Mancini e del presidente interista Massimo Moratti. «Per me l'approccio dei nerazzurri (alla sfida con il Liverpool, ndr.) non è stato buono - ha spiegato l'ex dirigente della Juventus - perché Mancini crede di essere super, va avanti nel calcio credendo di vincere le partite così come si vince una partita a scopa con gli amici. Ma non funziona così».
NESSUN COMPLOTTO - E se Mancini appare presuntuoso, agli occhi di Moggi, il patron nerazzurro non è da meno: «Non c'erano complotti come dice Moratti», ha aggiunto Moggi. «Se erano complotti prima, lo sono anche questi di Moratti. Ritengo che, così come non c'erano complotti allora, non ci siano neanche adesso. Faceva comodo a Moratti perché aveva un banda un po' sbandata nel famoso 5 maggio del 2002: quella volta ha perso lo scudetto, pensando di avere già vinto, e a Liverpool si è presentata la stessa Inter di quel 5 maggio».
19/02/2008 - CAMORANESI IN GALERA?
Il calciatore della Juventus e della nazionale Mauro German Camoranesi è stato condannato a indennizzare con 200 mila pesos, (45 mila euro circa) un ex giocatore argentino cui rovinò la carriera 14 anni fa con un fallo.
La sentenza e' stata emessa a Mar del Plata dal giudice Heber Amalfi,che ha deciso di accogliere la richiesta di Javier Pizzo, colpito da Camoranesi il 14 agosto 1994, nel derby tra l'Aldosivi e l'Alvarado, dove militava Camoranesi. Il fallo causò la la rottura di legamenti, menisco e tendine del ginocchio a Pizzo. Il giudice, pur riconoscendo il fallo come involontario, ha sottolineato che si trattava di un intervento «imprudente», tale da mettere fine alla carriera di Pizzo, che oggi fa l'avvocato, riducendo al 39% la capacità del ginocchio dell'avversario. Pizzo non ha giocato per tre anni dopo l'infortunio e poi ha giocato solo quattro partite. I difensori del centrocampista della Juventus e della Nazionale hanno già annunciato che ricorreranno in appello.
Disclaimer commenti*
12/02/2008 - MA NOI SIAMO SEMPRE CON LEI
La Juventus ha perso 1.4 milioni di tifosi negli ultimi due anni. E' quanto sostiene una ricerca di Stage Up-Ipsos, secondo il quale i sostenitori dei bianconeri sono passati dai quasi otto milioni e mezzo della stagione 2004/05 ai poco più di sette milioni dell'anno passato. Grande crescita per il Milan: +33% e 4.83 milioni di tifosi che superano di poco l'Inter (che sale anch'essa del 14%). Calano Roma e Lazio.
Calciopoli e retrocessione in Serie B non hanno fatto male solo alla bacheca della Juventus, al suo portafogli e alla sua competitività.
Sportfans, una ricerca condotta da Stage Up e Ipsos e che verrà pubblicata sul Guerin Sportivo di questa settimana, rivela che
negli ultimi due anni i bianconeri sono diminuiti di quasi un milione e mezzo di unità: dagli 8.42 milioni della stagione 2004/05 i tifosi juventini sparsi per l'Italia sono scesi a 7.03 milioni di unità nel 2006/07, facendo registrare un calo del 17%.
Ma naturalmente TuttoSport riporta la notizia in modo LEGGERMENTE differente...(ma proprio leggermente)
(Grazie a Mario!!!)
05/02/2008 - HO UN SASSOLINO...
MILANO, 3 febbraio - Clamorosa uscita di Massimo Moratti. Intervistato da Sky poco prima dell’inizio di Inter-Empoli, il presidente nerazzurro ha sparato una bordata violentissima contro i personaggi coinvolti in Calciopoli. Moratti ha affermato che «il 5 maggio (2002, ndr) se non ci fosse stata quella banda di truffatori, avremmo vinto con qualche punto di vantaggio».
Mancini ha detto che è meglio vincere il Campionato con due punti di vantaggio anzichè con 15 altrimenti la vittoria perde di valore. È d’accordo?
«È l’esperienza sul passato, visto quello che è successo l’anno scorso».
O magari pensando al 5 maggio quando lui non c’era ancora…
«Beh, il 5 maggio se non ci fosse stata quella banda di truffatori avremmo vinto con qualche punto di vantaggio. In questo caso lui lo dice per provocare e abituare la squadra a lottare partita per partita».
30/01/2008 - PERCHE' NON PLATINI AL POSTO DI TIAGO?

Sports.it - La voce è cominciata a circolare nella tarda serata di martedì e ora arrivano anche le prime conferme sul possibile arrivo di Gianluca Pagliuca (41 anni) alla Juventus per i prossimi sei mesi.
Le condizioni fisiche di Buffon non lasciano tranquilla la società che intende tutelarsi con un portiere di esperienza. Buffon soffre di un lombalgia causata da una protusione discale (l'anticamera dell'ernia) e il rischio dell'operazione c'è, nonostante Claudio Ranieri abbia smentito questo ipotesi che lascerebbe il portiere della Nazionale fuori per almeno quattro o cinque mesi.
Vincenzo Rispoli, procuratore di Gianluca Pagliuca, 41enne ex portiere di Sampdoria, Inter e Bologna, non esclude l'approdo del suo assistito alla Juventus.
"Il suo futuro è legato al discorso Buffon - ha dichiarato in un'intervista ad Affaritaliani - se il suo infortunio si rivelerà di un certo livello. Se le notizie su Buffon non fossero positive l'unica strada percorribile sarebbe quello di Pagliuca, che sarà libero da ogni vincolo il 1 febbraio".
24/01/2008 - CHIEDO SCUSA!!!!!!!
ROMA - Per la prima volta da quando e' scoppiata Calciopoli Luciano Moggi chiede pubblicamente scusa: l'ex direttore generale della Juventus, infatti, ha presentato una lettera di scuse al procuratore Claudio Pasqualin. Moggi era stato querelato per aver "offeso la reputazione di Pasqualin in alcune interviste rilasciate ai giornali". L'udienza preliminare era in programma questa mattina presso il gup del Tribunale di Roma, Roberta Palmisano, dopo che era stata accolta la richiesta di rinvio a giudizio del pm Giancarlo Amato. Nella lettera di scuse Moggi ha ammesso di aver trasceso, dando atto a Pasqualin di "costante correttezza e trasparenza professionale". Il procuratore ha cosi' ritirato la querela. (Agr)
20/01/2008 - LE ACCUSE
La Stampa:
Tutte le accuse alla Triade nelle 45 pagine dell'invito a comparire inviato nei giorni scorsi a Giraudo, Moggi e Bettega in coda alle indagini della procura torinese sul doping amministrativo.
Falso in bilancio, infedeltà patrimoniale, appropriazione indebita, truffa in danno della Figc ai fini dell'iscrizione al campionato di Serie A e, novità dell'ultimora, aggiotaggio informativo: la raffica d'accuse è impressionante. In realtà i fatti contestati (plusvalenze, provvigioni in favore di terzi in danno del club, compensi e stock options della Traide, fatture e rettifiche di bilancio dal 2001 al 2006) ricadono a cascata in ogni capitolo dell'atto giudiziario, uno per reato contestato al vertice bianconero di quegli anni. In particolare ricorrono i nomi dei calciatori coinvolti nelle operazioni contestate dai pm, da Nicola Cingolani a Zinedine Zidane, dalla cui cessione la Juve ha ottenuto la plusvalenza più alta della sua storia: 69 milioni di euro, rettificata dai consulenti del procuratore aggiunto torinese Bruno Tinti in 71.825.886 euro, avendovi inglobato l'intermediazione di Stars & Goal Kick International. Provvigione che, al pari di altre, l'accusa considera fittizia.
Il caso Zidane
Nella sua recente autobiografia Luciano Moggi parla della cessione del campione francese al Real Madrid come della sua perla: "Con Florentino Perez mi sono divertito. Per evitare sorprese ci incontravamo a casa mia, a Napoli... Mia moglie preparava la cena, noi discutevamo. A botte di dieci miliardi di lire per volta l'ho fatto arrivare a 150. Non ci credevo neanch'io...". La fatture iscritte a bilancio raccontano invece che molto avrebbe fatto Luciano D'Onofrio, consulente Gea per il mercato europeo, tanto da meritarsi attraverso Stars e Kick International quasi 2 milioni di provvigioni. D'Onofrio conferma alla procura, Perez smentisce, Giraudo conferma. E Moggi? Smentirà se stesso quando i pm lo sentiranno a febbraio, in coda agli altri della Triade? Per i pm questa è la prima traccia dell'infedeltà patrimoniale verso gli azionisti.
I campi di Vinovo
La Juventus ha sporto querela contro ignoti per l'ipotesi di infedeltà patrimoniale di Giraudo, Bettega e Moggi, possibile parte lesa in un eventuale processo. Ma si ritrova pure nell'invito a comparire, coinvolta sotto il profilo dell'oggettiva responsabilità amministrativa per la gestione di quegli anni. Un riflesso delle accuse alla Triade. E' una delle novità dell'atto giudiziario. L'altra riguarda la contestazione di un aggiotaggio informativo (la Juve è quotata in Borsa) alla Triade per il comunicato con cui, il sito internet del club, si annunciava la cessione del 27,2% della società Campi di Vinovo a Costruttori Generali Gilardi, al prezzo di 37,3 milioni di euro, "segnalando una plusvalenza lorda di circa 32,7 milioni di euro che aveva significativamente influenzato il risultato d'esercizio 2003". Per la procura fu un'operazione fittizia, un caso di doping amministrativo.
I rapporti Gea
Le fatture Gea alla Juve sono consistenti e alcune (per il trasferimento di Mutu, le consulenze per Maresca e Miccoli) sono contestate dalla procura come "indebiti pagamenti a società proprie o di parenti". Gli avvocati Fulvio Gianaria e Alberto Mittone: "Avremo modo di spiegare tutto". I colleghi Andrea e Michele Galasso e Sergio Badellino: "Su plusvalenze e provvigioni abbiamo molto da dire".
15/01/2008 - A VOLTE RITORNANO
Il Ravenna ha ingaggiato il difensore Mark Iuliano. Si tratta di un rinforzo per cercare di invertire la rotta che ha portato la squadra romagnola in coda al campionato di serie B. Iuliano, 35 anni ad agosto, ha un lungo trascorso in serie A, avendo giocato anche nove stagioni con la maglia della Juventus. Conta anche 19 presenze in nazionale maggiore. Ha un contratto che lo lega al Ravenna fino al termine della stagione.
11/01/2008 - CLAMOROSO!
Quello che segue e' un comunicato stampa di Petrus.
Antijuve lascia a voi qualsiasi commento.
Siamo senza parole.
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CITTA’ DEL VATICANO.
Luciano Moggi.
Basta il nome.
Lo conoscono tutti.
C’è chi lo adora e chi lo detesta. Chi lo ha osannato e chi lo ha abbandonato nel momento del bisogno. Ha vinto tutto. Ha dato fastidio a molti. La sua Juventus è entrata nella storia. E nella storia è entrato pure lui. Da vincente. Il calcio è così: ti glorifica e ti mortifica. Ma non ti cancella. |
Petrus. Basta il nome. Significa Pietro. Lo conoscono tutti. Si occupa del Pontificato di Benedetto XVI. E non solo. Nelle ultime settimane, infatti, si sta interessando anche del rapporto tra Sport e Fede. In particolare, si è concentrato sul problematico mondo del calcio. Per andare a fondo, per tentare di capire i reali motivi della violenza nel calcio. E per dare voce Ce lo siamo chiesti e abbiamo risposto senza esitazioni: nessuno. Da lunedì, quindi, ‘Big Luciano’ inizierà la sua collaborazione con ‘Petrus’, curando una rubrica settimanale sull’ultima giornata di campionato e mescolando temi calcistici e religiosi. Qualcuno si scandalizzerà. Ma noi siamo per l'accoglienza. Le chiacchiere, le intercettazioni, le accuse, le vendette le lasciamo ad altri; il nostro compito è quello di fornire un contributo importante all’informazione religiosa per fare in modo che essa funga da faro per illuminare l’oscuro mondo del calcio. Attendiamo fiduciosi il fischio d’inizio. Benvenuto, Luciano, nella grande famiglia di ‘Petrus’!
03/02/2008 - E UNO! ADIOS! (e DUE!)
UPDATE:
Il Lione sta per concludere con la Juventus per il ritorno in Francia del centrocampista portoghese Tiago. Secondo quanto riporta il quotidiano francese L’Equipe, il presidente del Lione, Jean-Michel Aulas, avrebbe già concluso la trattativa con la società. Si attende solo il placet del giocatore.
Sergio Almiron è arrivato alla Juve con ottime credenziali, col passare del tempo però ha perso il suo ruolo da titolare e sempre più è stato tenuto in panchina. Il suo nome è uno di quelli più citati quando si parla di giocatori che potrebbero lasciare Torino già a Gennaio. Fino ad ora però per l’argentino si parlava in sostanza solo di declassamenti.
In questi giorni però è giunta una richiesta molto succulenta: ad interessarsi al centrocampista ci sarebbe addirittura il River Plate di Diego Simeone. Un ritorno in patria dopo aver vestito in Italia le maglie di Udinese, Verona, Empoli e infine Juventus.
Il giocatore si è detto molto orgoglioso di questo interessamento soprattutto perché Simeone è sempre stato un suo idolo:
Confermo che è sempre stato il mio idolo, mi è sempre piaciuto il suo modo di giocare, la sua personalità, quello che ha significato per il calcio argentino e per l’Europa. Sapere che il tuo idolo ti vuole nella sua squadra è un motivo d’orgoglio, se poi si tratta di un club importante come il River, si può immaginare che cosa significa per me. Però ancora non so nulla, adesso sono un giocatore della Juve e dovrei valutare alcune cose.
Torino. La Juve è in qualche modo ripiombata in calciopoli nonostante avesse da festeggiare la vittoria sul campo della Lazio. La presenza di nuove intercettazioni telefoniche in cui l'attuale direttore sportivo bianconero, Alessio Secco, si mostra deferente nei confronti di Luciano Moggi, confermando in pratica una certa continuità di rapporti, non è piaciuta in corso Galileo Ferraris. Nessuno ha commentato, ma l'irritazione per quanto emerso nelle ultime ore pare non sia stata poca e il fatto oggi sarà affrontato in Consiglio di Amministrazione.
Inutile comunque attendersi colpi di scena: Secco resterà al suo posto e magari continuerà a sentire Moggi per gli affari propri, il tutto mentre Blanc e Cobolli continueranno a sostenere l'assoluta indipendenza di questa Juve dalla vecchia. Eguale imbarazzo da parte dei vertici societari si era già verificato lo scorso maggio quando Secco, contestato da parte della tifoseria, si era espresso così: «La contestazione mi ha lasciato del tutto indifferente. Ho ricevuto telefonate di stima e affetto da parte di tanta gente. Tra tutte, anche quella di Luciano Moggi: mi ha invitato a non mollare».