Dalla trasmissione
"Report", tratto dal sito:
http://www.report.rai.it/
Il video
della puntata:
http://www.report.rai.it/ram/vid20030930.ram

IL CALCIO IN BOCCA
di Alessandra Anzolin, Paolo Mondani
Trascrizione della puntata di REPORT di martedì 30 settembre 2003 ore
20:50 - Rai 3
Esiste il
doping nel calcio? C’è chi afferma di no, ma i dati raccolti dal procuratore
di Torino Raffaele Guariniello durante anni di indagini dimostrerebbero il contrario.
E allora? Allora Alessandra Anzolin è andata tra i calciatori affetti
dal morbo di Gehrig (SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica) e ha scoperto che tutti
prendevano “qualcosa” senza sapere cosa fosse. Il dubbio di scienziati e magistrati
rimane, anzi cresce: la causa di un numero così elevato di calciatori
affetti dal morbo potrebbe risiedere nell’uso di farmaci dopanti. Ma è
possibile che nessuno ricordi nulla? Che nemmeno un calciatore ammetta di aver
preso qualche farmaco proibito? Paolo Mondani incontra alcuni di loro che riferiscono
di aver fatto tante flebo, di aver preso alcuni farmaci che anni dopo il Cio
ha inserito nelle liste dei farmaci dopanti, di aver regolarmente imbrogliato
ai controlli antidoping.
E poi c’é il caso Empoli. Si dimostrerà come avveniva l’imbroglio
del sorteggio dei calciatori da inviare all’antidoping. E arriviamo ai controlli
dell’Acquacetosa dove si scopre che proprio l’Epo e il Gh (Eritropoietina e
ormone della crescita) e cioè i due dopanti più pericolosi sono
proprio quelli più difficili da identificare nelle analisi. E poi i controlli
combinati sangue urina, che la Federcalcio aveva annunciato per settembre, inizieranno
in ritardo per carenza di finanziamenti. Infine, arriviamo al caso dell’estate:
ai calci in bocca volati tra i presidenti della serie B da una parte e Lega
e Federcalcio dall’altra. Parlano Moggi e Cellino, ma parla anche Victor Uckmar
che dice la sua sui bilanci falsi.
Immagini processo in corso presso il tribunale di Torino a carico della Juventus:
CASALBORE – Presidente della
Corte
Lei ha mai assunto Samir?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore Juventus
Bhè, credo.. di no, forse si
CASALBORE – Presidente della
Corte
Sa che cos’è comunque il Samir?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Si.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Sa come si somministra?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
No perché non.. non.. cioè non ricordo bene perché…non
ne faccio uso.
No, non mi ricordo, può essere però non mi ricordo esattamente
se era il Samir, mi ricordo che c’era…
PM
Siccome è certo che l’ha assunto, perché lo ha dichiarato lei
ALESSIO TACCHINARDI – calciatore
Juventus
Ecco, allora, se l’ho dichiarato..
PM
Si ricorda per caso..
ALESSIO TACCHINARDI – calciatore
Juventus
Però se ho detto che lo avevo preso lì vuol dire che l’ho preso.
GIANLUCA PESSOTTO – calciatore
Juventus
E ricordo il nome ma, non ricordo di averne fatto uso, può darsi di si.
PM
Quando lo assumeva il Samir?
ANTONIO CONTE – calciatore
Juventus
Lo assumevo… quando facevo la flebo quindi una volta… quando c’erano periodi
di partite in cui c’era domenica, martedì, domenica lo prendevo una volta
alla settimana.
PM
Risulta da un verbale di sorteggio partita Juventus-Lecce del 31 agosto del
’97 che lei abbia dichiarato di aver assunto il Samir.
ALESSANDRO BIRINDELLI –
calciatore Juventus
Sinceramente adesso non mi ricordo.
PM
Quindi non esclude che gliel’abbiano somministrato?
ALESSANDRO BIRINDELLI – calciatore Juventus
No, non escludo
PM
Ne aveva sentito parlare?
ALESSANDRO BIRINDELLI –
calciatore Juventus
Si.
PM
Si utilizzava alla Juventus negli anni in cui lei ha giocato?
ALESSANDRO BIRINDELLI –
calciatore Juventus
Si.
PM
Si. Come veniva utilizzato?
ALESSANDRO BIRINDELLI –
calciatore Juventus
Per endovena.
PM
Endovena.
RICCARDO AGRICOLA - medico
sociale Juventus
Lo davo prevalentemente durante la settimana in dose di una fiala al giorno,
per una settimana una scatola a un giocatore o due giocatori perciò usavo
due, tre scatole a settimana, qualche volta è stato fatto anche endovena.
PM
Normalmente o qualche volta?
RICCARDO AGRICOLA - medico
sociale Juventus
No, credo qualche volta.
PM
Eppure i calciatori Jugovich, Marocchi, Birindelli…hanno detto di averla fatta
per flebo.
RICCARDO AGRICOLA - medico
sociale Juventus
Eh, per flebo, si.
IN STUDIO MILENA GABANELLI
Buonasera, quello che avete visto è un estratto del processo alla Juventus
in corso a Torino, un processo non ancora concluso pertanto nessuno è
colpevole. Al processo si parla di tanti medicinali fra cui il Samir, lo abbiamo
appena sentito, che però non figura nella lista dei farmaci dopanti.
Il doping nel calcio sarà il tema della nostra puntata, e come vedremo
riguarderà anche altre squadre, e poi i bilanci truccati, il ricorso
ai tribunali per risolvere i conflitti e il ricorso alla politica per superare
i vincoli che i tribunali impongono.
Prima però il racconto di Marco Paolini, il tema è sempre lo sport,
e i protagonisti sono di 5 piloti la cui storia è narrata in una lettera
indirizzata ad Enzo Ferrari. La lettera porta una firma indimenticabile.
Dal Teatro Civico di Schio
MARCO PAOLINI in
“FERRARI PRIMAVERA”
Liberamente ispirato a “Gli indisciplinati” di Luca Delli Carri
IN STUDIO MILENA GABANELLI
Negli anni lo sport è cambiato, ma una cosa è rimasta uguale:
vincere a qualunque costo. E il calcio incarna bene questa determinazione. Si
parla molto di doping, o meglio dice e non si dice. Un dato: i calciatori o
ex calciatori che si ammalano di morbo di Gehrig sono in percentuale 20 volte
superiori alla media mondiale. Nessuna società chiede un’indagine sanitaria
per capire, ci sta provando oggi la magistratura di Torino.
L’inchiesta è di Alessandra Anzolin e Paolo Mondani
MAURO CASALEGGIO – responsabile
settore medico Genoa
Mi ha telefonato Luca, mi ha detto che aveva un formicolio a una mano e faceva
molta fatica nei movimenti; allora gli ho detto subito “guarda, contattiamo
un attimo un neurologo”, lì è andato a fare una visita neurologica,
lo ha visitato un neurologo a Pisa, han fatto un ricovero in clinica neurologica
all’ospedale di Pisa e ricordo Luca, quando è uscito, dopo 5 giorni,
mi ha detto “guarda, Mauro, mi han fatto una diagnosi strana, mi han fatto una
diagnosi di malattia del primo moto neurone”, quando mi ha detto questo mi è
caduto il mondo addosso.
BENEDETTA SIGNORINI – figlia
di Luca Signorini
Mio papà ha sempre voluto sfatare il fatto che il Morbo di Gehrig colpisse
i calciatori e noi seguiamo il suo principio.
D – perché mi spieghi questo? Per sfatare questo luogo comune?
BENEDETTA SIGNORINI – figlia
di Luca Signorini
Perché in tanti l’hanno accusata come malattia dei calciatori, perché
i calciatori prendono sostanze strane.. ma non è così.
AUTRICE
L’ultima volta che Gianluca Signorini saluta i suoi tifosi.
D – a tuo padre e agli altri calciatori non facevano le flebo, prima, quelle di vitamine..?
BENEDETTA SIGNORINI – figlia
di Luca Signorini
No, mio papà ha preso quello che hanno preso tutti e ha avuto la sfortuna
di essersi ammalato perché, come diceva lui il destino ha voluto così.
SIMONE BRAGLIA – ex portiere
Genoa
Di flebo ne ho fatte anch’io .. ma non solo quando ero a Genova, anche precedentemente,
magari erano solo zuccheri e niente di più.
MORENO MANNINI – ex calciatore
Sampdoria
Mhà, si facevano, si facevano, non esageratamente, non con sostanze proibite.
RINO LAVEZZINI – ex allenatore
Genoa
Forse sono entrate delle sostanze.. non dico dopanti, però che possono
aiutare la crescita del fisico, questo può essere una giustificazione
del calcio di oggi.
D – anche nei suoi spogliatoi si facevano delle flebo di energizzanti, di vitamine, per recuperare?
VUJADIN BOSKOV – ex allenatore
Sampdoria
In mio spogliatoio ?! unico che poteva prendere era acqua minerale e niente
di più.
AUTORE
Raffaele Guariniello avrebbe scoperto ben altro che acqua minerale. Il magistrato
che a Torino guida da anni l’inchiesta sul doping nel calcio, ha messo le mani
anche su questo mistero, che si chiama Morbo di Gehrig o Sclerosi Laterale Amiotrofica.
RAFFAELE GUARINIELLO – magistrato
Tribunale di Torino
Abbiamo dovuto fare una grossa indagine, di carattere epidemiologico, cioè
abbiamo preso oltre 24.000 calciatori e ci siamo chiesti, chi fosse deceduto
e per quale causa. Tra queste cause di morte la più significativa è
apparsa subito la cosiddetta SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica; il dato
è impressionante sul piano epidemiologico, naturalmente però si
tratta di capire qual è la causa e qui ci troviamo proprio ai confini
della conoscenza scientifica.
AUTORE
Gli scienziati studiano, d’accordo, ma intanto nel mondo del calcio circola
più di una voce sulla malattia; e allora incontro uno molto addentro
a quel mondo, che preferisce l’anonimato perché nel calcio l’omertà
è una regola d’oro.
D – che si dice nel mondo del calcio sul Morbo di Gehrig?
INSIDER
Non si dice niente, il problema è che non si dice niente, fanno finta
che non esista.
D – cioè?
INSIDER
Cioè, più ne emergono adesso e più non se ne parla, magari
organizzano una festa di beneficenza a favore di chi è colpito, ma nessuno
dimostra di volere andare a fondo.
D – quanti sono i casi adesso?
INSIDER
57. Venti volte superiore alla media prevista della popolazione mondiale.
AUTRICE
Adriano Lombardi è stato il capitano dell’Avellino.
ADRIANO LOMBARDI – ex calciatore
Forse lo sport mi aveva reso così, come dire, mentalmente invulnerabile.
Poi mi sono accorto mio malgrado che così non è insomma. Il mio
atteggiamento iniziale verso la malattia è stato disastroso, io ho preso
un contraccolpo psicologico devastante.
D – come si è manifestata questa malattia?
ADRIANO LOMBARDI – ex calciatore
Niente, dapprima è la perdita assoluta dei muscoli, tant’è vero
che il primo muscolo che ho perso è stato il deltoide della spalla destra,
poi mano a mano ha preso anche la spalla sinistra, poi tutti e due gli arti,
ma ci sono diverse forme.
LETIZIA MAZZINI – responsabile
ricerca SLA – Ospedale San Giovanni Bosco, Torino
Il Morbo di Gehrig è una malattia neurologica di tipo degenerativo di
cui non conosciamo le cause quindi, che provoca una progressiva morte delle
cellule motorie, di tutte le cellule motorie, solo quelle, però progressivamente
tutte le cellule quindi che comandano il movimento vengono perse, per cui tutto
questo si traduce sul piano clinico nella perdita di ogni funzione muscolare,
quindi il paziente progressivamente perde tutta la motività, compresa
quella che è deputata alla deglutizione e alla parola, quindi perdono
la capacità di nutrirsi autonomamente e di parlare.
AUTRICE
Maurizio Vasino era una delle promesse del Novara.
MAURIZIO VASINO – ex calciatore
Era un periodo che mi sentivo stanco, era nel ’93 a gennaio del ’93 e venivo
da un infortunio ai legamenti del ginocchio, poi un giorno, a giugno ero dal
mio massaggiatore di fiducia e parlando, siccome ho sempre avuto un forte ascendente
sulle donne questo pensava che avessi l’AIDS.
AUTRICE
Piergiorgio Corno è stato ala destra dell’Atalanta e del Como.
MARIA GRAZIA CORNO
Mio marito voleva farvi vedere che ha scritto un libro che praticamente è
la storia della sua vita, l’ha intitolato “Volare sulle ali di tre vite” perché
parla della sua vita da sano, alla notizia di questa malattia, della SLA della
Sclerosi Laterale Amiotrofica, i 5 anni che ha vissuto mentre la malattia avanzava,
lui non ci credeva ma purtroppo è rimasto paralizzato, e la scelta, a
un certo punto, di vivere o di morire, la scelta era quella di fare la tracheotomia,
perché non respirava più. Allora guardi, mio marito sapendo che
volevate parlare un po’ di questa malattia, usando il suo computer ha deciso
di scrivere le sue opinioni, il suo commento, alla malattia e soprattutto alla
connessione tra la malattia e i calciatori.
Documento di Corno
Potrebbe essere stato il calcio, praticato per sedici anni ad un discreto livello
la causa scatenante che ha provocato la mia malattia? Personalmente non lo credo
.
MAURIZIO VASINO – ex calciatore
Il dottore mi ha detto, che avevo la SLA, io gli ho chiesto subito se potevo
continuare a giocare a pallone; e questo in un modo molto brutto mi ha detto
“guarda che tu finirai sulla sedia a rotelle”.
D – così ti ha detto?
MAURIZIO VASINO – ex calciatore
Si.
Va bhè, poi sono uscito, son corso nel parco dell’ospedale e sono scoppiato
a piangere.
D - C’è un legame tra il doping dicono, forse, e il Morbo di Gehrig.
MAURIZIO VASINO – ex calciatore
So solo che a volte mi davano delle pastiglie che dicevano che erano integratori
e quando mi infortunavo mi facevano iniezioni e però non so se queste
sono la causa del male.
D – cosa ti davano Maurizio?
MAURIZIO VASINO – ex calciatore
Bene non so perché io ero giovane e quindi non stavo a chiedere che farmaci
usassero, io non mi soffermo mai a pensare a cose, non mi chiedo mai perché
proprio a me è successo, forse più perché a me, mi chiedo,
ma cosa ho fatto di male perché mi succeda una cosa simile?
ADRIANO LOMBARDI – ex calciatore
Eravamo sani dentro e onesti, cioè non facevamo pratiche assurde per
giocare a calcio.
D – e adesso invece?
ADRIANO LOMBARDI – ex calciatore
E adesso nel consentito stanno facendo di più, ma mi sembra anche umano
perché un calciatore non può sostenere dodici partite al mese
essendo sempre a grandissimi livelli.
FIORELLO CORTINA – Senatore
Verdi, AUTORE legge antidoping
Ciò che mi ha colpito di più anche per come si è prodotto,
come tragedia messa in luce, è il caso di Signorini e di questi altri
calciatori che stanno pagando uno dopo l’altro dei prezzi alti di quando probabilmente
neanche si domandavano, non avevano neanche connivenze, cioè quello che
gli dava il medico sportivo prendevano, non chiedevano neanche perché,
anzi.
ADRIANO LOMBARDI – ex calciatore
Ho fatto quello che facevano gli altri cioè noi assumevamo tramite flebo
gli zuccheri che ti aiutavano nel recupero e il Cortex che era corteccia surrenale
per un recupero più immediato. Qualcuno ha dato colpa anche al Cortex,
ma in quel periodo là, tutte le squadre, dico tutte, dalla serie A alla
serie C, assumevano queste sostanze.
D – cosa prendeva suo marito?
MARIA GRAZIA CORNO
Quando cadeva mi raccontava prendeva degli antidolorifici, non lo so che cosa.
(rivolta al marito) prendevi il Voltaren? .. si
D – ma queste flebo venivano somministrate prima o dopo la partita?
ADRIANO LOMBARDI – ex calciatore
Sia prima e alcune dopo; qualcuno ha detto “ma te sapevi cosa ti mettevano”;
no, in verità no, noi vedevamo il colore, capivamo che loro ci dicevano
“l’abbiamo preparato, questa è una sostanza per il recupero della forza,
della fatica” e te lo facevi tranquillamente.
MARIA GRAZIA CORNO
Ogni tanto telefono al neurologo e gli faccio “dottore, c’è qualche novità?”
perché ogni tanto cerco di aggiornarmi, “perché guardi che mio
marito è ancora vivo” e lui mi fa “che fisico che ha!”
D – la cosa che le è pesata di più, che l’ha fatta più soffrire fino adesso?
ADRIANO LOMBARDI – ex calciatore
Bhè indubbiamente il movimento, non tanto per mangiare o vestirsi, quanto
quello di camminare. Io non sono mai stato in casa nella mia vita ho sempre
viaggiato molto, e poi ho sempre vissuto all’aria aperta perché il campo
di calcio, anche quando dopo ho smesso e ho fatto l’allenatore, fino al 2000;
poi in mezzo alla gente, tanta gente sempre.. questo mi è pesato di più
tant’è vero che ogni tanto, quando mi tiro in piedi, mi sembra un mondo
diverso perché lo vedo da un’altra angolazione, cioè, quando sono
in piedi non sono più abituato io vede adesso, sembra strano, controllo
le mie cose da seduto ed è tutto diverso, quando vado in piedi cerco
di appoggiarmi alla parete, di farmi tenere su, perché è come,
non lo so se mi sentissi un’altra persona, mi piace vedere le cose da più
in alto.
IN STUDIO MILENA GABANELLI
Il racconto di una malattia è sempre straziante, ma quando colpisce in
modo così implacabile persone che hanno praticato sport, lo è
ancora di più, perché lo sportivo conduce una vita sana, così
almeno abbiamo sempre pensato. Ora, non esistono connessioni fra il morbo di
Gehrig e l’assunzione di farmaci o il doping, però è anche difficile
credere che sia sempre tutto un caso.
Sono 57 i calciatori o ex calciatori italiani affetti da morbo di Gehrig, abbiamo
detto un numero 20 volte sopra la media della popolazione mondiale, ma nessuno
sa con esattezza se esiste un collegamento fra questa malattia e l’assunzione
di farmaci dopanti. Mentre sul fatto che i calciatori si dopano o che vengono
dopati a loro insaputa circola ben più che qualche voce.
D – lei ha qualche dubbio che il Morbo di Gehrig possa essere scatenato da pratiche dopanti?
ADRIANA CECI – ematologa,
docente Università di Bari
C’è un detto che ormai è vecchio e che dice “ogni volta che un
atleta muore e non ce n’è motivo, pensate al doping”.
AUTRICE
Mark Vivian Foe, 28 anni, centrocampista del Camerun. Il 26 giugno scorso è
morto così. La diagnosi: arresto cardiaco.
FRANCESCO FURLANELLO – specialista
malattie cardiache atleti
La morte bianca di un atleta a nostro avviso non esiste.
D – ci sono dei singoli casi dimostrati di morti provocate dal doping?
FRANCESCO FURLANELLO – specialista
malattie cardiache atleti
Ci sono dei casi che sono appunto gravissimi eventi o sono morti, per l’assunzione
di cocktail di sostanze, perché coloro che assumono queste sostanze illecite
non assumono mai sostanze isolate a meno che non siano degli sprovveduti, ma
assumono sostanze stimolanti, sostanze anabolizzanti, sostanze che camuffano
la presenza dell’anabolizzazione.
D – nessuno ci voleva credere che nel calcio c’è il doping.
RAFFAELE GUARINIELLO – magistrato
Tribunale di Torino
Si, me l’hanno anche voluto far credere all’inizio e per farmelo credere mi
hanno detto “ma stia tranquillo che facciamo tante analisi sulle urine dei calciatori,
queste analisi non hanno mai dato segni di positività per anabolizzanti
o che altro”; e in effetti è vero però una delle prime scoperte
che abbiamo dovuto fare è che le analisi che venivano fatte nel nostro
paese non ricercavano gli anabolizzanti e altre sostanze dopanti.
SANDRO DONATI – dirigente
Coni
Nel calcio è evidente che l’utilizzo dei farmaci nel tentativo di migliorare
le capacità di prestazione è elevato; c’è un indice innegabile
che lo dimostra, ed è la morfologia dei calciatori attuali, la grandezza
dei loro muscoli e quello che sono capaci di fare in campo. Anche i calciatori
di 20 anni fa, ai tempi di Mazzola o ai tempi di Bruno Conti, senza andare a
Mazzola, ai tempi di Bruno Conti facevano tante gare, facevano tante partite
e si allenavano tutti giorni perché erano calciatori professionisti e
i loro muscoli erano più piccoli.
GIANNI MINA’ - giornalista
Devo dire che il dubbio che il calcio avesse accettato la nuova frontiera del
doping nello sport sia dalla nascita del famoso Calcio Olandese, nel giocare
a tutto campo tu hai preteso che l’atleta avesse una resistenza superiore al
normale, allontanasse la soglia della fatica e la soglia del dolore e quindi
bisognava doparlo in modo che corresse come un cavallo pazzo per tutta la partita
a scapito anche del gioco che diventava meno spettacolare, che è diventato
meno spettacolare.
D – casi di doping dei quali lei ha sentito..?
INSIDER
A parte i casi di Nandrolone ufficialmente il doping non esiste eppure.. eppure
per esempio c’è un giocatore che passa da una squadra all’altra, quest’altra
squadra che ha bisogno come il pane di un centravanti perché ne ha appena
venduto un altro, prende questo giocatore che ha giocato magari ai livelli della
Nazionale e non lo fa mai giocare, 28 minuti in tutta la stagione; si è
presentato con 50 di ematocrito, come un ciclista, nel giro di un mese ha perso
3, 4, 5 chili, a un certo punto è scomparso pure dalla panchina, non
ha mai giocato, sai qual è il bello? E’ tornato alla sua squadra di appartenenza,
c’è stata un’asta su di lui e se lo sono regolarmente comprato per cui
quest’anno torna a giocare.
RICCARDO LUNA – vicedirettore
Corriere dello Sport
Si è parlato molto di doping a proposito di una squadra di calcio italiana
che giocava una partita importante e poi si è scoperto che al controllo
antidoping erano stati sorteggiati il portiere di riserva e uno stopper, di
riserva, e quindi erano due che non erano usciti in campo.
D – sta parlando di Juve-Real Madrid?
RICCARDO LUNA – vicedirettore
Corriere dello Sport
Sto parlando di una partita di quest’anno molto importante che ha fatto molto
rumore, però poi … è giusto fare chiarezza perché poi magari
il calcio in gran parte sarà anche pulito, saranno stati più attenti
gli atleti di altri sport, però poi si fa danno comunque anche all’immagine
del pallone; quando prima della finale di Coppa Campioni, i responsabili di
MilanLab che è il capo dell’équipe medica del Milan, dice “attenti
al comportamento in campo della Juventus perché mi sembrerebbe strano
se corressero più di noi” lancia dei sospetti che è bene che nello
sport non ci siano.
D – esiste o non esiste il doping nel calcio?
LUCIANO MOGGI – direttore
generale Juventus
No, io credo proprio di no, credo proprio di no anche perché tutto quello
che è stato detto e fatto poi al momento attuale non ha riscontri positivi;
io penso.. escluderei proprio la cosa.
MASSIMO CELLINO – Presidente
Cagliari calcio
Per me non è possibile vedere certi calciatori correre per novanta e
rotti minuti a dei livelli tali che sono umanamente impossibili. Per me non
è normale. Ho visto delle partite giocate contro dei miei calciatori,
il mio calciatore al novantesimo che esce dal campo che è distrutto,
grondante di sudore, questi non sudano neppure, giocatori di livello tecnico
veramente infimo, ma con una tenacia, una forza e una velocità che sono
fuori dal normale.
MICHELE PLASTINO – giornalista
sportivo
Sai un sistema per scoprire un po’? l’album delle figurine, vedere i giocatori
che faccia avevano 10 anni fa e che faccia hanno ora, e non parlo di invecchiamento,
parlo di zigomi, di tutte quelle situazioni che vengono a crearsi dopo aver
usato per esempio il GH.
AUTORE
L’album delle figurine è questo. Lo abbiamo sfogliato ed è tutto
vero. Se volete confrontare le facce però fatelo da soli.
D – processo Juve
INSIDER
Il processo Juve è di questi giorni. Che vogliamo dire del processo Juve?
Che per esempio la stampa non ne parla a parte il responsabile sanitario della
Juventus, il Dottor Riccardo Agricola, l’amministratore delegato della Juventus,
Antonio Giraudo, coimputato era un farmacista di nome Rossano, bhè lui
ha preferito uscire fuori dal processo in modo semplicissimo, ha chiesto un
rito abbreviato e ha patteggiato.
D – ha riconosciuto di essere colpevole?
INSIDER
Esatto. E non è uscita su nessun giornale ‘sta notizia eppure tutti la
sanno.
AUTORE
Giovanni Rossano, il farmacista, ha chiesto il patteggiamento e quindi si è
detto disposto ad ammettere il reato di concorso nella somministrazione di medicine
per un uso diverso da quello dichiarato dal foglietto illustrativo, ma il processo
continua per Antonio Giraudo, amministratore delegato della Juventus e il medico
sociale Riccardo Agricola. Le ipotesi di reato sono somministrazione di farmaci
dannosi e illecito sportivo.
Gianluca Pessotto, Antonio Conte, Alessio Tacchinardi, Alessandro Birindelli,
Alessandro Del Piero.
Immagini processo in corso presso Tribunale di Torino a carico della Juventus:
CASALBORE – Presidente della
Corte
Lei quand’è che ricorda che ha cominciato a porsi il problema della creatina
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Nel momento in cui il medico ci ha prospettato…
CASALBORE – Presidente della
Corte
Lo ricorda? Era nel febbraio del ’95.
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Si
CASALBORE – Presidente della
Corte
Sono preciso perché me lo ha detto il Dottor Agricola; anzi lui lo ricorda,
mi pare il 20 di febbraio, lo ricorda come se fosse stato il primo amore, quello
che non si scorda mai .
ADRIANA CECI – ematologa,
docente Università di Bari
La creatina può essere assunta da qualunque soggetto fino a due grammi
al giorno, tre grammi, secondo le regole ministeriali; e può essere assunta,
da un atleta, anche fino a un massimo di sei grammi al giorno, ma non possono
essere superate queste quantità.
RICCARDO AGRICOLA – responsabile
settore medico Juventus
La casa produttrice consigliava, questo è scritto dappertutto XXX XXX
XXX, nove grammi di dose iniziale e poi sei grammi nella fase di mantenimento;
noi sempre con la nostra filosofia che era quella di non determinare.. che non
avevamo bisogno di fare nessuna dose di carico perché a noi serviva unicamente,
quindi non di riserva, non di energia, ma semplicemente di reintegro, ed essendo
difficile fare cinque grammi, che ci era sembrato un dosaggio buono, essendo
delle bustine, abbiamo dato sei grammi.
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Ma, nell’arco del tempo della terapia siamo passati dai due ai tre grammi a
seconda del misurino o della medicina per cui la quantità è sempre
stata quella.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Chi è che le ha detto la prima volta che era opportuno che lei prendesse
creatina o le ha chiesto se volesse assumerla?
ALESSIO TACCHINARDI – calciatore
Juventus
Ho parlato coi dottori.
CASALBORE – Presidente della
Corte
E che cosa le hanno detto, a che cosa serviva? Le hanno dato delle indicazioni?
ALESSIO TACCHINARDI – calciatore
Juventus
Ma, non mi ricordo cosa..
AUTORE
Ma che problemi provoca la creatina?
ADRIANA CECI – ematologa,
docente Università di Bari
Al di sopra di quelle che sono le dosi compatibili con un significato nutrizionale,
la creatina svolge un’attività farmacologica, ossia agisce come tante
altre sostanze in grado di intervenire sulle funzioni biologiche e farmacologiche
dell’organismo.
Immagini processo in corso presso il tribunale di Torino a carico della Juventus:
CASALBORE – Presidente della
Corte
La creatina continua a prenderla?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
No
CASALBORE – Presidente della
Corte
Non la prende più?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
No
CASALBORE – Presidente della
Corte
E perché?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
A parte che … non ne ho fatto più uso perché i carichi di lavoro
sono diminuiti, quindi .. non ho sentito più la necessità di prenderla.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Ma i suoi compagni di squadra la prendono?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
No .. al meno, a mia vista no, assolutamente
CASALBORE – Presidente della
Corte
Guardi che questa mattina, proprio questa mattina, Agricola, il Dottor Agricola
ha detto che continua a fare uso di creatina.
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Le dico, a vista mia no, io non ho visto nessuno, poi se qualcuno la prende
sono cose loro, io non è che vado a vedere..
CASALBORE – Presidente della
Corte
Se lo fanno nello spogliatoio…
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Io non vado a vedere cosa fanno…
CASALBORE – Presidente della
Corte
Lo so che lei non va a vedere però vive negli spogliatoi con gli altri.
Lei ha fatto uso anche di creatina?
GIANLUCA PESSOTTO – calciatore
Juventus
Si.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Continua a farne uso?
GIANLUCA PESSOTTO – calciatore
Juventus
No.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Non ne fa più uso?
GIANLUCA PESSOTTO – calciatore
Juventus
No.
CASALBORE – Presidente della
Corte
E che cosa le da? Degli integratori?
GIANLUCA PESSOTTO – calciatore
Juventus
Si, abbiamo il Gatorade, l’R2, l’acqua..
CASALBORE – Presidente della
Corte
L’acqua, sennò muore, se non le danno l’acqua, sarebbe il primo caso
della società che uccide i giocatori.
MICHELE PLASTINO – giornalista
sportivo
E’ difficile che qualcuno parli, qui se ne esce solo con un pentito, ma è
molto difficile.
AUTORE
Un pentito non c’è, ma davanti a Raffaele Guariniello, sono andati in
molti a raccontare cose davvero interessanti. Cominciamo da Ilario Castagner,
che un giorno da allenatore del Perugia, riceve una lettera.
ILARIO CASTAGNER – ex allenatore
Perugia
Io ricevetti una lettera da una ditta farmaceutica, e.. in questa lettera spiegavano
che loro avevano delle sostanze che mi avrebbero aiutato a vincere le partite.
Io nel momento in cui misi a fuoco un po’ dove voleva arrivare questa lettera,
chiamai il medico, Professor Cerulli, il medico responsabile del Perugia, gli
feci leggere la lettera e poi non ne facemmo niente, lui mi disse “lascia perdere”
insomma.
AUTORE
Da Guariniello è andato anche l’ex portiere della Fiorentina, Massimo
Mattolin.
MASSIMO MATTOLINI – ex portiere
Mi sono accorto di avere un’insufficienza renale e da lì è incominciato
un po’ il mio calvario, diciamo così.
E’ stata dura quando me l’hanno detto e sopportare i 7-8 anni di dialisi, è
veramente dura perché un giorno si e un giorno no bisogna stare attaccati
a una macchina per 3-4 ore, insomma, non è simpatico.
AUTORE
Nello Saltutti, ex attaccante della Fiorentina e del Milan, è andato
da Guariniello dopo il suo infarto.
NELLO SALTUTTI – ex calciatore
Quando ero ricoverato in terapia intensa, tanto bene.. c’era una signora vicino
a me che prendeva il Micoren, io, dato che ero lì steso ho letto un po’
il fogliettino interno, diceva che era un farmaco cardiotonico che era molto
dannoso alle coronarie eccetera eccetera; e lì mi è venuto fuori
il dubbio che.. insomma.. ‘sto Micoren l’avevo preso per tanti anni
D – quante volte l’avrà preso?
NELLO SALTUTTI – ex calciatore
Su 500 partite che ho fatto, 300 volte l’avrò preso senz’altro.
MASSIMO MATTOLINI – ex portiere
4-5 anni fa, leggendo, appunto parlavan di doping, e lessi sul giornale che
qualcuno aveva preso dei medicinali e parlavano di corteccia surrenale; a quel
punto dissi “madonna, questa corteccia surrenale me l’hanno data anche a me,
non sarà che mi abbia fatto male questa?”
D – se lo ricorda il nome del farmaco che usava?
MASSIMO MATTOLINI – ex portiere
Io penso che si chiamasse Cortex.
D – le pillole dove gliele mettevano?
NELLO SALTUTTI – ex calciatore
Ce le mettevano davanti al piatto, dentro al piatto, delle medicine.. vitamine
effervescenti, le mettevi dentro al bicchier d’acqua, delle pillole; cioè
si partiva dal martedì con le flebo, punture.
D – che dicevate tra di voi?
NELLO SALTUTTI – ex calciatore
Mha, tra di noi.. io so che ‘ste flebo son bianche, è acqua zuccherata,
dicono, però diventavano viola, perché gli mettevano le siringhe,
delle fiale, le mettevano nelle siringhe e poi le mettevano dentro, 5, 6, 7,
e poi mescolavano come un cocktail.
D – senti, ma tu hai detto che nell’86, giocando in nazionale avevi visto delle strane flebo nello spogliatoio della nazionale?
SEBINO NELA – ex calciatore
Diciamo che nel ritiro, si, nel ritiro si usava, sinceramente poi dentro queste
flebo non so.. io non posso vedere neanche un ago che svengo, mi sento male,
nonostante sia grande e grosso gli aghi mi danno particolarmente fastidio, ma
una flebo è una cosa normalissima, basta sapere cosa c’è dentro.
D – si però tu hai detto che la flebo non te la sei fatta.
SEBINO NELA – ex calciatore
No, io mai; primo perché sono genovese e da genitori sardi quindi sono
un po’ diffidente, non mi sono mai fidato, diciamo così, non mi fido
granché.
D – i controlli come avvenivano poco dopo?
NELLO SALTUTTI – ex calciatore
Ti davano una bottiglietta di plastica, da mettere dentro le mutande e andare
lì e fare.. a parte che l’urina non veniva fuori da me perché..
e buttar dentro ‘st’acqua dentro..
D – quindi, diciamo erano tutte artefatte?
NELLO SALTUTTI – ex calciatore
Si, diciamo di si. La maggior parte si.
MASSIMO MATTOLINI – ex portiere
Probabilmente alcune volte ci aggiungevamo anche un po’ d’acqua ma no altre
cose insomma, ecco.
SEBINO NELA – ex calciatore
Può succedere che un giocatore non riesce a fare pipì e magari
un compagno va in aiuto o un massaggiatore o qualcuno del gruppo solo per non
stare troppe ore allo stadio ad aspettare insomma di riuscire finalmente a fare
pipì.
D – c’era qualche suo collega invece che è diventato particolarmente grosso in breve tempo?
NELLO SALTUTTI – ex calciatore
Ma io c’ho un amico mio, Beatrice che, le flebo, di solito le facevamo in infermeria,
noi, quando si andava a fare gli allenamenti, e invece Beatrice le faceva anche
in camera; allora io ho detto “devo correre il più possibile, devo giocar
bene, voglio far carriera, voglio..” dopo è successo quello che è
successo..
D – cioè Beatrice..
NELLO SALTUTTI – ex calciatore
Beatrice è morto, di leucemia.
IN STUDIO MILENA GABANELLI
Il Cortex e il Micoren che oggi sono nella lista dei farmaci dopanti venivano
presi dall’ex portiere della Fiorentina Mattolini e dall’ex attaccante del Milan
Saltutti. Il Micoren è un cardiotonico e Saltutti pensava che fosse responsabile
del suo infarto.
Nello Saltutti ha avuto un secondo infarto. I funerali si sono svolti ieri.
E nel caso di Bruno Beatrice è difficile che qualcuno possa scoprire
cose finiva nelle sue vene. Eppure i controlli antidoping si fanno, e va sempre
tutto bene fino a quando non salta fuori l’imbroglio. E successo l’anno scorso,
a truccare le carte era il medico dell’Empoli. Vediamo come.
RENZO FERRANTE – NAS carabinieri
Firenze
Su questi cartellini, dalla parte dov’è scritto, venivano apposti a cura
del rappresentante federale i numeri dei giocatori rilevati dalla lista ufficiale
che viene consegnata all’arbitro prima dell’inizio della gara, quindi, in base
a questa lista venivano inseriti i numeri dei giocatori su questi cartellini;
per consuetudine non venivano messi in ordine sparso, ma veniva utilizzato il
metodo, quello della scrittura, che lei utilizzerebbe se dovesse scrivere su
un foglio a righe, da sinistra verso destra, andando avanti con le righe, dall’alto
verso il basso, quindi, questa era la disposizione dei numeri; chiaramente,
chi ha posto in essere l’artifizio, sfruttando la possibilità di identificare,
di calcolare dove potesse trovarsi il numero di un giocatore e avendo la disponibilità
di questi cartellini prima della procedura di sorteggio, non faceva altro che
renderli riconoscibili, con un metodo molto semplice, apponendo un piccolo segno
di riconoscimento con una penna biro, facendo in modo che quando se li trovava
davanti, rivolti verso il dorso, e doveva scegliere quelli che dovevano essere
sottoposti all’antidoping, aveva modo di scegliere quelli che lui aveva già
deciso.
AUTORE
In pratica erano gli ispettori della Federcalcio a scegliere i cartellini e
il medico dell’Empoli a mettere il puntino.
INSIDER
Fu scoperto in un’occasione e gli fu, praticamente, fecero una trappola due
settimane dopo e lui ci cascò, uscirono esattamente i due nomi, al sorteggio,
che lui aveva segnalato e a quel punto la cosa doveva rimanere segreta.
D – e invece?
INSIDER
E invece è successo che nel giro di 48 ore massimo, tutti hanno saputo
tutto.
D – c’è stata una voce..?
INSIDER
C’è stato qualcuno, probabilmente legato al mondo dei procuratori, che
avevano in mano diversi giocatori, che ha fatto uscire la cosa per cui è
scoppiato solo il caso Empoli ed è saltato tutto per aria, il controllo
a sorpresa l’hanno fatto ma naturalmente lo sapevano tutti, non era più
un controllo a sorpresa. Lei sa che il caso Empoli è costato la testa,
cioè la testa, si è dimesso il capo della Procura antidoping?
D – il capo della procura..
AUTORE
L’avvocato Aiello si è dimesso. Aveva chiesto sei punti di penalizzazione.
RENZO FERRANTE – NAS carabinieri
Firenze
Gli organi giudicanti sportivi non sposarono la tesi della procura antidoping
e sanzionarono con una squalifica abbastanza pesante, il medico, di 4 anni,
e se non erro per il discorso oggettivo ci fu solo una sanzione pecuniaria anche
abbastanza rilevante, però non fu accolta in nessun modo questa richiesta
di penalizzazione.
MICHELE PLASTINO – giornalista
sportivo
Lo faceva solo l’Empoli? O era un sistema diffuso? E se era un sistema diffuso,
perché?
IN STUDIO MILENA GABANELLI
Per sapere se era un sistema diffuso l’operazione dei Nas avrebbe dovuto rimanere
segreta. Invece i controlli a sorpresa previsti la domenica successiva su altri
campi sono andati in fumo, e questo perché alcuni procuratori sportivi
hanno fatto trapelare la notizia, che è poi stata ripresa poi da tutti
i giornali.
Di fatto alcune notizie che dovrebbero rimanere segrete escono, altre che invece
dovrebbero far discutere rimangono un po’ nell’ombra. Il processo alla Juventus
è iniziato il 31 gennaio 2001. Le ipotesi di reato vanno dalla somministrazione
di farmaci pericolosi all’illecito Sportivo. Ma i tifosi della Juve lo sanno?
TIFOSO
No, non lo sapevo. Mi giunge nuova.
TIFOSA
Ma io no.
D – non lo sapeva?
TIFOSA
No.
TIFOSO
Non lo sapevo.
AUTORE – il processo è in corso da anni.
TIFOSA
Strano, perché di solito fanno un, quando c’è una polemica in
corso .. la notizia è morta lì.
TIFOSO
Secondo me questa è una notizia che ai tifosi interessa relativamente
perché io ho l’impressione che in fondo in fondo ai tifosi interessi
più il risultato domenicale.
D – al di là della Juventus, siete sicuri che il doping nel calcio non c’è?
TIFOSO
C’è, c’è, per me c’è.
TIFOSO
Qualche sostanza la dovranno prendere perché..
TIFOSO
Il doping c’è in tutte le manifestazioni sportive, abbiamo l’esempio
di Marco Pantani che 5 anni fa saliva come se fosse una discesa.
TIFOSO
Allora permette che anche Vialli e Del Piero possano aver fatto uso di.. per
aumentare la massa muscolare.
AUTORE – si, lo so, ma questo sarebbe vietato!
TIFOSO
Ah è vietato, cioè, quindi è vietato?
TIFOSO
Ogni domenica allo stadio è un continuo diciamo, di offese verso il signor
Guariniello.
TIFOSO
Quello che ci fa specie soprattutto è che Guariniello essendo di Torino,
abbia coinvolto principalmente le squadre di Torino, e non sappiamo perché
non abbia coinvolte le squadre di altre città.
D – Signor Procuratore la domanda fondamentale: è della Juve o del Toro?
RAFFAELE GUARINIELLO – magistrato
Tribunale di Torino
No no no no, son sempre stato della Juventus, perché mio padre mi ha
portato su questa strada.
D – lei lo sa che Guariniello è della Juve? Lo sapeva?
LUCIANO MOGGI – direttore
generale Juventus
Tolga l’audio.
D – come si è comportata, diciamo così, la più importante squadra italiana?
RAFFAELE GUARINIELLO – magistrato
Tribunale di Torino
Bhè.. non le rispondo.
IN STUDIO MILENA GABANELLI
I farmaci o parafarmaci come la creatina, l’esafosfina o il samir eccetera,
assunti dai giocatori della Juventus non sono farmaci dopanti, ma secondo i
magistrati di Torino invece, il loro uso è da considerarsi doping, perché
sarebbero stati prescritti in modo diverso rispetto alle raccomandazioni del
foglietto illustrativo interno e dai suggerimenti previsti dal Ministero della
salute, e la somministrazione sarebbe stata finalizzata ad alterare la prestazione
sportiva. Inoltre, dal 2000 c’è una legge che definisce in modo chiaro
cosa è doping e cosa non lo è.
ADRIANA CECI – ematologa,
docente Università di Bari
Si definisce doping l’uso di qualunque sostanza, sia essa un farmaco, una specialità
medicinale, una sostanza vegetale, una sostanza omeopatica, un alimento, qualunque
sostanza che determini delle modificazioni biologiche, con meccanismi di azione
farmacologica, sull’organismo umano e che viene utilizzata non allo scopo primitivo
per cui un farmaco nasce, che è quello di curare, diagnosticare o prevenire
una malattia, ma viene utilizzata contro quello scopo, per ottenere un risultato
sportivo. Il reato nasce di qui.
MICHELE PLASTINO – giornalista
sportivo
Tanto vale che si liberalizzi e te lo dice uno che ha fatto veramente una battaglia,
perché quando io vedo una partita, fammi essere tranquillo, voglio sapere
che tutti e due stanno alla pari; tutti e due dopati? Benissimo. Benissimo,
per modo di dire. Non voglio avere più i dubbi.
Immagini processo in corso presso il tribunale di Torino a carico della Juventus:
CASALBORE – Presidente della
Corte
Lei ha mai fatto flebo? Ha mai fatto flebo?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
L’ho fatta una volta in vita mia.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Neppure l’esafosfina ha mai..
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Probabilmente era.. era quella.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Ma una sola volta?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore Juventus
Si, perché poi mi ha creato un’allergia al braccio e poi…
CASALBORE – Presidente della
Corte
Lei faceva anche delle flebo?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Si
CASALBORE – Presidente della
Corte
Le faceva, le fa? Le fa tutt’ora?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
No no
CASALBORE – Presidente della
Corte
Non fa più niente adesso?
GIANLUCA PESSOTTO
No.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Adesso mangia, beve e gioca
GIANLUCA PESSOTTO – calciatore
Juventus
Quando uno invecchia migliora
PM
La flebo di esafostina quando la faceva?
ALESSANDRO BIRINDELLI –
calciatore Juventus
Come ho detto in precedenza, tra una partita e l’altra.
PM
A poche ore dalla partita non è mai capitato?
ALESSANDRO BIRINDELLI –
calciatore Juventus
No
PM
E a altri che lei sappia?
ALESSANDRO BIRINDELLI –
calciatore Juventus
Non lo so
PM
Non ha mai visto?
ALESSANDRO BIRINDELLI –
calciatore Juventus
No
CASALBORE
Dice “mi avviene di fare una flebo alcune ore prima della partita nei periodi
in cui le partite si susseguono a breve distanza, sono io a decidere di fare
la flebo” conferma quindi?
XXX
Si, io..
CASALBORE – Presidente della
Corte
D’accordo con il medico quindi, cioè però se lei non voleva non
la faceva, insomma questo vuol dire..
MICHELE PLASTINO – giornalista
sportivo
Bisognerebbe vedere come lo avevano sviluppato, se ad evento, a stagione, bisognerebbe
studiare, se uno avesse la volontà, i tourn over, le malattie di qualche
giocatore che poi invece poi rigioca, che sta fuori un mese.. tre giocatori
stanno fuori poi tre rientravano, quindi questa turnazione abbastanza inquietante.
D – ma non sempre la Juve ha fatto questo grande ricorso ai farmaci; da quand’è che ha cominciato?
INSIDER
Secondo gli atti della magistratura il problema si verifica dal ’94 in poi;
fino al ’94 c’era un certo tipo di regime farmacologico e dal ’94 in poi ce
n’è stato un altro.
D – e che succede nel ’94 nella società Juventus?
INSIDER
Che entrano.. entrano nella società gli attuali dirigenti.
AUTORE – ma, qui nei vostri quadri, io devo dire, non ho visto né Moggi né Giraudo.
TIFOSO
Io dico che Giraudo sappiamo tutti che è un Granata, che è del
Toro, e su Moggi che professionalmente è molto bravo a fare il suo lavoro
però fuori dal lavoro penso che sia un personaggio a sé.
D – siete disposti a concedere qualcosa sul piano del doping pur di portare a casa il risultato per intenderci?
TIFOSO
È fondamentale vincere tutto.
AUTORE
E’ tanto vero che per vincere si fa tutto, che Zeman nel 1998 disse “ora basta,
il calcio deve uscire dalle farmacie e dagli uffici finanziari”, scoppiò
un putiferio. Lo abbiamo incontrato Zeman, ma ci ha detto “non posso parlare
di queste cose, la Federcalcio potrebbe sospendermi”.
Immagini processo in corso presso Tribunale di Torino a carico della Juventus:
PM
Senta, quando Zeman se l’è presa con lei si è offeso?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Si
PM
E che cos’ha fatto?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Ho assunto un avvocato.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Cioè ha presentato querela? E che cos’ha fatto ha querelato?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Si
CASALBORE – Presidente della
Corte
Zeman ha indicato in lei e in Vialli, perché, a voi due si riferiva,
ma un esempio credo, di quello che diceva, non è che ce l’avesse con
voi; non è che voglia difendere Zeman, mi è parso di capire, al
meno leggendo quello che ha detto, questo mi è parso di capire, o no?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Zeman ha dato il La, per tutto un massacro che c’è stato nei miei confronti
e nei confronti di Vialli
CASALBORE – Presidente della
Corte
Va bhè, questo non dipende da Zeman
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
No, dipende da Zeman
CASALBORE – Presidente della
Corte
Ah dipende da Zeman
INSIDER
Nel ’96 la Juventus, a maggio, il 25 maggio diventa Campione d’Europa, di lì
a poco si disputano gli Eopei, la nazionale era già al raduno e aspettava
i giocatori della Juventus e alcuni di loro come Del Piero per esempio erano
parte integrante della squadra di Sacchi; c’era, tra i giocatori convocati che
erano molto importanti per Sacchi c’erano anche Torricelli, a parte il portiere
Peruzzi, Ravanelli, mi pare Di Livio, non ricordo bene. Sacchi fece giocare
il primo tempo a Del Piero, della prima partita, e non l’ha messo più
in campo, Del Piero giocò malissimo, tutti i giocatori della Juventus
che furono impegnati in quell’Eopeo andarono malissimo, malissimo, erano irriconoscibili.
D – ma nel suo mondo che cosa si dice, nel mondo del calcio?
INSIDER
Erano in condizioni inguardabili. Nel mondo del calcio tutti ridono e dicono
“ma che gli avete fatto a quelli della Juve?”
Immagini processo in corso presso Tribunale di Torino a carico della Juventus:
CASALBORE – Presidente della
Corte
“Venti giorni prima della finale di Coppa dei Campioni il medico mi consigliò
di prendere delle pastiglie, prodotte credo dalla Enervit, contenenti vitamine,
carboidrati e forse amminoacidi; si trattava di una confezione di 10 pastiglie
che andavano prese durante la mattinata; le pastiglie erano una diversa dall’altra,
queste pastiglie dovevano essere prese un giorno si e un giorno no secondo il
consiglio del medico, e comunque ognuno si regolava in rapporto alle proprie
condizioni fisiche; il medico ci disse anche che gli ultimi giorni di quelle
10 pastiglie non si dovevano prenderne 2 che si riconoscevano dalle altre per
il loro colore, una gialla, l’altra non ricordo”; lei conferma?
ALESSANDRO DEL PIERO – calciatore
Juventus
Si.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Senta, ricorda se qualcuna di queste pastiglie negli ultimi giorni lei non dovesse
prenderla?
ALESSIO TACCHINARDI – calciatore
Juventus
In che senso?
CASALBORE – Presidente della
Corte
Se negli ultimi due giorni, prima della finale, alcune di queste pastiglie non
andavano prese?
ALESSIO TACCHINARDI – calciatore
Juventus
Non ricordo.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Non ricorda questo particolare?
ALESSIO TACCHINARDI – calciatore
Juventus
No.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Che tipo di pastiglie fossero?
GIANLUCA PESSOTTO – calciatore
Juventus
Erano vitamine.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Con colori diversi
GIANLUCA PESSOTTO – calciatore
Juventus
Sì, i colori me li ricordo, qualche colore me lo ricordo non tutti, però
il numero preciso non me lo ricordo.
CASALBORE – Presidente della
Corte
Il problema è che bisogna dare delle risposte alle domande.
Se venite tutti a dire e a non dire, è ancora più allarmante,
lo capite bene questo, che è ancora più allarmante? Perché
uno dice “perché non dicono?” perché non penserete mica che se
uno viene nello spogliatoio e dice “io non so che cosa fanno gli altri” uno
ci crede così ciecamente? Dopo 10 anni che state insieme. E insomma!
IN STUDIO MILENA GABANELLI
Nella farmacia della Juve sono stati trovati farmaci dopanti che figurano nella
lista elaborata dal Comitato Olimpico internazionale , cioè il bentelan,
il deflan, il liposom forte, e tanti altri, oltre ad una grande quantità
di farmaci non dopanti come gli antiinfiammatori, che però se vengono
usati per prolungare l’allenamento o per accelerare il recupero fisiologico
durante la partita, possono avere effetto doping. Premesso che fino a sentenza
sono tutti innocenti, il problema c’è e riguarda tutto il mondo del calcio,
altrimenti non si capisce perché dovrebbero fare i giochetti con i cartellini,
e lo sa anche il presidente della Federcalcio Franco Carraro che qualche mese
fa ha fatto una dichiarazione storica e disattesa.
FRANCO CARRARO – presidente Figc
(durante conferenza stampa)
“Noi a partire da questo campionato continueremo a fare i controlli tradizionali,
ai controlli tradizionali aggiungeremo i controlli sangue-urine e appena il
laboratorio sarà pronto, anche i controlli dell’epo attraverso le urine”.
AUTORE
Questo è il laboratorio dell’antidoping dell’Acquacetosa. La domanda
è: sono in grado di identificare i farmaci dopanti più pericolosi?
Per esempio, è vero che l’epo viene registrata all’antidoping solo se
viene presa negli ultimi 5 giorni?
FRANCESCO BOTRE’ – direttore
laboratorio antidoping Acquacetosa
È verissimo.
D – gli ormoni endogeni, il GH, non si può rilevare, o mi sbaglio?
FRANCESCO BOTRE’ – direttore
laboratorio atidoping Acquacetosa
Non ancora.
AUTORE – quindi se noi riassumiamo: il GH non riuscite a beccarlo, l’epo è difficile, l’autoemotrasfusione neppure, non stiamo messi benissimo.
FRANCESCO BOTRE’ – direttore
laboratorio atidoping Acquacetosa
Gliele dico tutte io le sostanze che ancora non si rilevano, però parliamo
anche di stimolanti, caffeina, amfetamine, cocaina, efedrine, parliamo di narcotici,
morfina, oppiacei eccetera, parliamo di anabolizzanti, nandrolone, stanazololo,
quello di Ben Johnson, metandielone o xandrolone, parliamo di betagonisti, sambuterolo,
sambutanolo, parliamo di tutti i diuretici, parliamo di tutti i betabloccanti,
parliamo di tutti gli anestetici locali e parliamo di buona parte dei corchirosteroidi.
Questi li prendiamo!
AUTORE
Ma ci sono i soldi per fare le analisi combinate sangue-urina?
MASSIMO CELLINO – Presidente
Cagliari calcio
Carraro ha accettato questo e l’ha fatto passare in consiglio federale, però
dopo c’è stata la riunione di tutti i medici d’Italia, sportivi, di tutte
le associazioni di calcio, dove hanno esposto che era passato questo principio,
però non ci sono le finanze per poterlo fare perciò è come
se non fosse passato.
D – il problema è che siete sempre voi della Federcalcio a farlo, cioè voi che autocontrollate i vostri tesserati; non c’è qualcosa che non funziona?
PINO CAPUA – presidente
antidoping Federcalcio
E perché problema? Noi agiamo in garanzia e a tutela dei nostri tesserati,
però le procedure e i metodi che vengono attuati sono assolutamente sicuri
e certi, dov’è il problema?
AUTORE – forse sarebbe meglio un organo terzo a controllare le urine dei calciatori.
PINO CAPUA – presidente
antidoping Federcalcio
Si, ma.. non credo che possa essere, è comunque un organo terzo, cioè
il direttore del laboratorio d’analisi è un professore universitario,
è qualcuno che fa questo lavoro e si mette al servizio della Federazione.
AUTORE
Non è vero che è un organo terzo, perché il medico è
finanziato dal Coni e quindi è legato alle federazioni; e poi siamo alla
fine di Settembre e i controlli incrociati sangue e urine non sono partiti e
sostanze pericolose come l’epo e il GH non vengono rilevate. Come replica a
questo Dottor Carraro?
IN STUDIO MILENA GABANELLI
I Dottor Carraro non replica. Il calcio storicamente si colloca al di fuori
di ogni logica di profitto. Fino al 66 ci sono i club, poi si trasformano in
S.p.A. senza fine di lucro e nel 96 viene inserito il fine di lucro. C’è
però una regola da rispettare, il bilancio deve essere in attivo, altrimenti
non si entra in campionato, e per alcune squadre sarebbe una catastrofe. Nel
rispetto del business è meglio non cacciare il naso nei bilanci in modo
troppo fiscale, e così nel 97, per legge, vengono limitati i poteri alla
commissione preposta ai controlli, la Covisoc. E siamo ai bilanci truccati.
AUTORE
Salgo alla Covisoc, la commissione della Federcalcio che certifica i bilanci
delle squadre e incontro uno degli uomini indagati per lo scandalo delle fideiussioni
false; mi fa qualche difficoltà per ottenere i bilanci, non mi dà
quello della Lazio e della Roma.
AUTORE
Qualche tempo fa il presidente della Coviso era Victor Uckmar, perché
lasciò l’incarico?
VICTOR UCKMAR – Tributarista,
ex presidente Covisoc
Perché questa nuova legge prevedeva semplicemente il controllo dell’equilibrio
finanziario, quindi con questa espressione assai vaga, le squadre non consentivano
di fornirci gli elementi che erano necessari per un controllo effettivo.
D – Insomma, addirittura una decisione politica che evitava al calcio di essere controllato?
VICTOR UCKMAR – Tributarista,
ex presidente Covisoc
Esattamente questo.
D – E poi lei ha parlato di un secondo giochetto: il giochetto dello scambio di calciatori a valori ipergonfiati…
VICTOR UCKMAR – Tributarista,
ex presidente Covisoc
Io prendo un giocatore lo metto in bilancio a 100, l’ho comprato per 100, lo
rivendo a 1000, faccio una plusvalenza di 900.
INSIDER
Ad esempio, Roma e Parma si sono scambiati una volta Mangone e Fuser, in bilancio
mandavi 20 miliardi per uno e 20 miliardi per l’altro; qualcuno mi dica se Fuser
può essere valutato 20 miliardi o Mangone può essere valutato
20 miliardi; lei sa quanto veniva pagato Buffon?
AUTORE – No
INSIDER
105 miliardi. 70 in contanti e un tal giocatore di nome Bachini, un discreto
giocatore israeliano, valutazione 35 miliardi.
AUTORE – Ma non li vale.
TESTIMONE ANONIMO
Secondo lei? Bachini può valere 35 miliardi? Da una parte stanno 35 miliardi
in uscita, dall’altra parte 35 miliardi in entrata; tutte le squadre lo fanno,
tutte.
D – Allora professore, possiamo dire che i bilanci delle società sono quasi tutti…
VICTOR UCKMAR – Tributarista,
ex presidente Covisoc
Artefatti?
D – fasulli, artefatti?
VICTOR UCKMAR – Tributarista,
ex presidente Covisoc
Direi di sì.
LUCIANO MOGGI – direttore
generale Juventus
Se ha detto così, bisogna aver fede in Uckmar, evidentemente sono bilanci
che devono essere migliorati, e tutto quello che sta succedendo sta a dimostrare
che Uckmar tutti i torti non li ha.
D –Qual è l’indebitamento finanziario della Lazio?
LUCA BARALDI – Amministratore
delegato S.S. Lazio
In questo momento intorno ai 200 milioni di euro.
D – Possiamo dire che la Lazio è stata salvata da Capitalia?
LUCA BARALDI – Amministratore
delegato S.S. Lazio
No, possiamo dire che la Lazio è stata salvata dal proprio consiglio
d’amministrazione e dai calciatori, e dai propri tifosi che l’hanno sostenuta
tutto lo scorso anno, poi devo dire che Capitalia è stata sicuramente
uno dei gruppi bancari, ma non l’unica, che ha creduto molto nel nostro lavoro.
D – E adesso è arrivata anche questa nuova legge che si chiama ‘spalmadebiti’ no? Come funziona?
VICTOR UCKMAR – Tributarista, ex presidente Covisoc
Funziona nel senso che se c’è una perdita di valore per un giocatore
che è iscritto a bilancio a 1000 e quello non vale più 1000 ma
vale soltanto 100, la differenza, la perdita può essere anziché,
come correttamente avviene in un’impresa, riportata nell’esercizio nel corso
del quale è avvenuta la perdita, viene spostata per lo spazio di 10 anni.
MASSIMO CELLINO – Presidente
Cagliari calcio
Quella legge è stata fatta in un momento particolare del calcio, per
aiutare una o due società che stavano probabilmente per incontrare momenti
drastici della loro realtà, è la legge che è proprio contro
la natura economica di qualsiasi impostazione civilistica del bilancio.
LUCIANO MOGGI – direttore
generale Juventus
Adesso, chi ne aveva bisogno ne ha usufruito e io direi che il calcio però
è un bene comune, un bene che riguarda addirittura l’ordine pubblico
se vogliamo, perché sta nelle case del 90% dei cittadini italiani, per
cui aiutarlo in certi momenti di sofferenza penso che non sia una vergogna.
AUTORE
Comprendiamo ma questo che vuol dire che lo Stato può finanziare le porcherie?
VICTOR UCKMAR – Tributarista,
ex presidente Covisoc
Qualcuno ha detto “ma che danno ne ha lo Stato?”, io dico, credo che sia un
danno già l’introdurre una norma che legittima la falsificazione del
bilancio, credo sia un grosso danno per lo stato.
D – E’ come dire che la legge vale per tutte le imprese italiane tranne che per quelle che fanno calcio.
VICTOR UCKMAR – Tributarista,
ex presidente Covisoc
Esattamente
TIFOSO
Sono i primi mafiosi, poi dicono che siamo noi i mafiosi, che siamo noi…
AUTORE
Bilanci inattendibili, debiti da pagare in 10 anni, nonostante ciò le
cose sembravano andare bene, quando scoppia il caso dell’estate.
RICCARDO LUNA – vicedirettore
Corriere dello Sport
La vicenda Napoli è il vero motivo, secondo alcuni, per cui è
nato il caso Catania, cioè il caso che ha tenuto banco per tutta l’estate,
la presunta irregolarità della retrocessione in C del Catania, nasce
secondo alcuni dal fatto che Carraro volesse a tutti i costi salvare il Napoli,
squadra che il medio credito centrale aveva finanziato per 32 milioni di euro
AUTORE
Ed è Franco Carraro il presidente di Mediocredito italiano. A questo
punto il Catania retrocesso in C ricorre al TAR perché pensa di aver
subito un torto sportivo in campionato e viene riammesso in B. Dietro al Catania,
le altre squadre di B retrocesse, la classifica viene sconvolta, la Federcalcio
trema.
LUCIANO GAUCCI – Presidente
Catania
Il male principale lo sanno tutti, lo hanno detto tutti, lo scrivono tutti,
è solo lui, Carraro.
D – Chi è Franco Carraro?
RICCARDO LUNA – vicedirettore
Corriere dello Sport
Franco Carraro è l’uomo eterno dello sport italiano; nello sport ha vinto
come atleta, nello sci nautico vinse tutto, come dirigente del Milan, fu alla
guida del grande Milan degli anni Sessanta e da allora ha avuto una carriera
nello sport, arrivando ai massimi livelli mondiali, è nel direttivo del
Cio che organizza le olimpiadi, adesso è presidente della Federcalcio,
è stato presidente di quasi tutto quello che si poteva essere. Il problema
con Carraro è che a questa vocazione sportiva ha sommato una vocazione
imprenditoriale che secondo alcuni è in conflitto palese con i suoi interessi
nel mondo dello sport; è stato a capo della Emprigiro, che è del
gruppo Fiat, per tanto tempo, si occupava di costruzioni e soprattutto da qualche
anno è un dirigente di primissimo piano, bancario, del gruppo Capitalia
che è una delle banche più interessate alle squadre di calcio;
quindi si può dire che Franco Carraro, quando fa il banchiere e si occupa
di finanziare, sostenere, aiutare le squadre di calcio a far quadrare i conti
e quando fa il presidente della Federcalcio vigila su quelle stesse squadre
e le deve poi giudicare e questa è una cosa che secondo molti è
una cosa inaccettabile.
LUCA BARALDI – Amministratore
delegato S.S. Lazio
Ma guardi io le posso parlare della mia esperienza, in otto mesi di Lazio io
non ho mai incontrato una volta il presidente Carraro, l’ho incontrato due volte
ma in rappresentanza della Federazione, non ho mai avuto rapporti con Carraro
in rappresentanza di Mediocredito.
MASSIMO CELLINO – Presidente
Cagliari calcio
Vede il presidente della Federazione calcio, nomina il capo della Covisoc, nomina
il capo dell’ufficio indagini, nomina i designatori arbitrali, un potere del
genere, senza precedenti, non ce l’ha neppure il presidente della Repubblica
da Capo dello Stato.
AUTORE
Rupert Murdoch, tutti lo considerano il futuro arbitro del campionato, paga
i diritti per alcune squadre di A e a della B e visto che ingaggi e stipendi
dei calciatori costano troppo, i diritti TV sono l’unica entrata certa per le
società.
LUCIANO MOGGI – direttore
generale Juventus
Lui gestisce le televisioni e ci auguriamo che possa essere, nei confronti delle
società di calcio, un benefattore, lo vogliamo chiamare cosi?
D – Ma secondo lei Murdoch può arrivare a comandare oltre alla televisione italiana anche il calcio italiano?
MASSIMO CELLINO – Presidente
Cagliari calcio
Diciamo pure che i presupposti in prospettiva ci sono, ma io non penso che chiunque
in Italia che abbia un potere così grosso, parlo di italiani e di governanti
italiani, possano permettere una roba del genere se non son garantiti a sua
volta di comandare anche loro, occultamente; e cioè penso che Murdoch
sia con qualcuno che gli permette di fare questo.
AUTORE
A Milano gli ultrà manifestano contro il calcio moderno, visto in poltrona
e non allo stadio. Certo meglio la poltrona se accade quello che è capitato
ad Avellino 10 giorni fa. Ma insieme agli ultrà anche molta parte del
mondo del calcio non ha apprezzato la soluzione data alla crisi estiva, il campionato
di B a 24 squadre imposto per Decreto dal Governo. I presidenti di B a maggioranza
hanno chiesto l’espulsione di Carraro. Carraro è rimasto al suo posto,
ma non sembra finita qui.
LUCIANO MOGGI – direttore
generale Juventus
Secondo me il malessere sarebbe se Carraro desse le dimissioni perché
credo che sia uno dei pochi dirigenti del calcio che ha la testa sulle spalle.
MASSIMO CELLINO – Presidente
Cagliari calcio
La cosa più bella per salvare un minimo di autonomia, di dignità
sportiva sarebbe stata quella di dimettersi.
LUCIANO MOGGI – direttore
generale Juventus
Quando mi dicono “bisogna cambiare le regole” io dico “no, bisogna cambiare
le persone” e quando dico “bisogna cambiare le persone” dico bisogna cambiare
i dirigenti delle società di calcio che vociano troppo, urlano troppo,
e poi dopo non hanno consistenza.
MASSIMO CELLINO – Presidente
Cagliari calcio
Però lui non ha mai aiutato affinché certi personaggi sparissero
dal calcio, anzi, lui con questi si diverte di più perché li gestisce
come dei burattini.
AUTORE
Ed è privo di consistenza che la GEA, nata due anni fa per la compra
vendita di calciatori, sia gestita di Alessandro Moggi, figlio del direttore
generale della Juve, ci sono molti ‘figli di’, compresa la figlia di Cesare
Geronzi, il grande finanziatore del calcio, tramite la Banca di Roma. Molti
sostengono che la GEA ha una posizione dominante nel calcio e si domandano “quanto
è regolare un campionato dove i figli degli uomini che contano assicurano
contratti a giocatori e allenatori delle squadre che contano?”.
DARIO CANOVI – procuratore
sportivo
In questa GEA esistono rappresentanti che fanno riferimento al direttore generale
della Juventus, all’allenatore della Juventus, alla figlia della Banca, parlo
della Banca di Roma di Geronzi, che è sicuramente la banca più
importante per lo sport italiano e per il calcio italiano soprattutto; quando
in questa stessa società erano entrati il figlio di un uomo politico
di grandi poteri, passati o quantomeno, di recente, del recente passato, come
De Mita.
ALESSANDRO MOGGI – presidente
Gea World
Sul fatto che siamo i figli degli uomini che contano mi sembra evidente la cosa,
ma non credo che sia un difetto.
DARIO CANOVI – procuratore
sportivo
Quando esistono probabilmente nomi come lo stesso Roberto Mancini che si diceva
fosse stato uno dei soci fondatori; insomma, ci troviamo di fronte ad una società
che indubbiamente ha dei poteri e delle possibilità di mercato che agli
altri procuratori agli altri agenti questo non..
D – chiamiamo col loro nome il problema, avvocato.
DARIO CANOVI – procuratore
sportivo
Eccesso di potere, conflitto di interessi.
ALESSANDRO MOGGI – presidente
Gea World
Sul discorso dell’abuso della posizione dominante, sui conflitti d’interessi,
tutte queste cose io, come sempre ho detto, noi agiamo nella massima trasparenza.
MASSIMO CELLINO – Presidente
Cagliari calcio
La GEA rappresenta più un potere di protezione politica e d’immagine
e non di professionalità calcistica.
D – quanti calciatori?
ALESSANDRO MOGGI – presidente
Gea World
Meno di quelli che si dice.
RICCARDO LUNA – vicedirettore
Corriere dello Sport
Loro controllano circa, al meno dichiarano, 200 calciatori.
D – quanti allenatori?
ALESSANDRO MOGGI – presidente
Gea World
Meno di quelli che si dice sicuramente, comunque sotto i 10, sicuramente.
DARIO CANOVI – procuratore
sportivo
Assiste anche tanti allenatori, allora questo ovviamente può dar adito
a dei grandissimi sospetti sulla regolarità del campionato, ripeto, tengo
a sottolineare, sospetti, non realtà, però talvolta i sospetti
sono più pericolosi della realtà.
RICCARDO LUNA – vicedirettore
Corriere dello Sport
Recentemente Dino Zoff che è stato un grandissimo calciatore e un grande
allenatore che è disoccupato da tanto tempo, si domandava se non fosse
strano che adesso per lavorare bisogna prendere la tessera della GEA World,
quindi disse “io mi ribello a quest’idea, preferisco non avere nessuna tessera,
però certo mi ritrovo disoccupato da tanto tempo” se ne lamentava con
amarezza direi.
D – Visto che lei è il figlio di Luciano Moggi, se la Juventus le dà una consulenza lei ritiene normale accettarla?
ALESSANDRO MOGGI – presidente
Gea World
Io ritengo normale che una società come la Juventus mi possa dare una
consulenza, nel senso mi possa chiedere una consulenza rispetto a una trattativa
di mercato, lo ritengo normale nel senso che io faccio il mio lavoro; parlo
spesso con Giraudo e con Bettega e cerco di evitare il colloquio con mio padre,
ma potrei tranquillamente farlo perché comunque so perfettamente che
lui farebbe gli interessi della sua società e io della mia e quindi dei
miei calciatori, quindi non ci vedrei assolutamente niente di male.
D – C’è uno spazio di libertà nella coltre dei poteri forti?
RICCARDO LUNA – vicedirettore
Corriere dello Sport
C’è, lo spazio di libertà le cose più belle del calcio
sono quelle che fanno i calciatori, quando entrano in campo quei 22 e fanno
spesso delle cose meravigliose che fanno appassionare tutti e quello diventa
il vero spazio di libertà, quello che può rompere tutte le regole,
anche una partita combinata può finire in un altro modo perché
un campione fa una giocata meravigliosa, c’è un caso famoso di una partita
che secondo alcuni ha cambiato la storia del calcio di questi anni che è
la famosa Lazio-Inter del 5 maggio di 2 anni fa, dove sembrava che assolutamente
la Lazio dovesse perdere in tutti i modi, tutto lo stadio tifava perché
perdesse, eppure erano tutti laziali, doveva l’Inter vincere lo scudetto e c’è
un calciatore che non ha accettato questa cosa, è Poborscky e ha fatto
2 goal, ha cambiato l’esito della partita, la Lazio alla fine ha vinto e tutti
i calcoli che erano stati fatti prima, anche i calcoli di calcio mercato “allora
io perdo e quindi comprerò quel giocatore” “io vinco e quindi mi prenderò
quest’altro” son saltati, son saltati per il genio e il senso di libertà
di Poborscky, che il giorno dopo ha preso le valige.
IN STUDIO MILENA GABANELLI
La Federcalcio ha sempre contato sul fatto che alla fine una bella partita Fa
tollerare e dimenticare tutto, per questo i controlli antidoping sono una farsa
e ci si può anche permettere di garantire l’ordine pubblico non attraverso
le leggi dello stato ma grazie all’impunità di presidenti morosi . Il
vero sogno sarebbe quello di vedere tanti Poborscky disposti a giocare contando
solo sul loro talento...basterebbe questo a far crollare tutte le schifezze.